La Squadra Mobile di Caserta e gli agenti del Commissariato di Aversa, col supporto del Commissariato di Giugliano, hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di un pregiudicato 33enne di Giugliano, ritenuto gravemente indiziato del delitto di rapina pluriaggravata in concorso. Durante le fasi esecutive della misura precautelare, la polizia giudiziaria ha eseguito perquisizioni personali e locali e ha, sottoposto a fermo anche un 19enne giuglianese, ritenuto responsabile dei medesimi fatti.
L’evento per cui si è proceduto alla misura risale al 20 luglio 2022, quando un gruppo composto da quattro persone armate con due pistole e totalmente travisate con tute, guanti e salopette da lavoro, mise a segno un colpo ai danni della gioielleria ‘Marotta’ di Aversa, utilizzando la cosiddetta “tecnica del buco”.
I ladri entrarono nel locale, mentre al suo interno vi erano il titolare e due clienti, sbucando all’improvviso da un foro realizzato nel pavimento, che venne fatto saltare. Dopo aver legato la vittima e i clienti con delle fascette in plastica “da elettricista” e averli rinchiusi in bagno, i rapinatori razziarono tutti i gioielli presenti nella cassaforte e nelle vetrine, compreso un Rolex prelevato dal braccio di uno degli avventori, per poi dileguarsi attraverso lo stesso “buco” dal quale erano entrati.
Il danno è stato quantificato in circa 300.000 euro.
Le attività d’indagine, dirette dalla Procura di Aversa, hanno permesso di accertare che i rapinatori avevano realizzato uno “scavo” che, collegato all’impianto fognario della zona, gli aveva permesso di raggiungere il pavimento della gioielleria e, quindi, farlo saltare al momento dell’ingresso. E’ stato anche accertato che, oltre ai quattro componenti principali del commando, vi era anche un quinto soggetto che aveva prestato il proprio contributo restando all’esterno dell’esercizio, fungendo da “palo”.
L’analisi delle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza interno alla gioielleria ed un sopralluogo accurato della scena del delitto ha consentito agli inquirenti di individuare un’impronta di natura biologica che, successivamente analizzata dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Napoli, ha permesso non solo di accertarne la relativa natura, corrispondente a sostanza ematica, ma anche di estrapolarne il DNA. All’esito di accertamenti tecnici di genetica forense delegati dalla Procura è stato estrapolato un profilo genetico maschile che, a seguito di confronto in Banca Dati Nazionale DNA, ha portato all’identificazione dell’uomo che aveva lasciato la traccia nel 33enne di Giugliano.
Sulla scorta di tali risultanze, sussistendo anche ulteriori elementi a corredo del quadro investigativo delineato, la Procura ha emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto eseguito e un decreto di perquisizione e sequestro all’indirizzo del soggetto.