(PD-IDP). Signor Presidente, signora Ministra: due morti sul lavoro in dieci giorni sono di per sé una notizia rispetto a un’azienda che farebbe sorgere delle domande. Se poi li collochiamo come data, la prima di queste morti è avvenuta il 31 dicembre, nel turno serale, nel momento in cui quelle famiglie si stavano apprestando a festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo e invece hanno ovviamente dovuto cambiare di molto le loro agende.
La seconda morte è di un ragazzo di diciannove anni: azienda in appalto, entra a lavorare nella stessa Frigocaserta Srl e muore perché c’è una fuoriuscita anonima di ammoniaca. Quella stessa fuoriuscita determina una nube sul paese, Gricignano, e tutti i Comuni limitrofi, portando al bisogno da parte dei sindaci di emanare una serie di ordinanze per chiudere la popolazione in casa per tutto il resto della serata e della notte. Quel giovane aveva diciannove anni e non aveva un contratto di lavoro. Era in tirocinio.
Se osservo le norme, quel giovane non avrebbe dovuto essere lì e non avrebbe dovuto essere impegnato in una missione di manutenzione, ma forse, se osservo le norme e anche il buon senso, non avrebbe dovuto esserci una fuoriuscita di ammoniaca, senza che alcun sensore facesse intendere alle persone intorno che si stava verificando una fuoriuscita. Cito in particolare questo incidente, perché siamo di fronte a morti sul lavoro che ripetono dinamiche e meccaniche che conosciamo da anni e anni. Non siamo di fronte ad eventi imprevedibili e inspiegabili.
Allora vorrei proporle tre temi che mi sembrano essenziali: il primo è che quando succedono cose di questo tipo, certo interviene la magistratura, nessuno di noi vuole infrangere il rispetto per le indagini della magistratura, ma forse qualche legittimo dubbio sulla manutenzione, qualità e investimenti sulla sicurezza di quell’azienda potrebbe venire. Allora, quali sono le regole che hanno gli ispettori? Io non le chiederò, come sempre, quanti ispettori assumerete. Lo sa che questa è la domanda, ma vorrei cominciare a farne un’altra, che è la seguente: proviamo a indagare perché gli ispettori vincono il concorso e se ne vanno? Quali sono le ragioni per cui non riusciamo a incrementare effettivamente il numero degli ispettori? La terza domanda che vorrei farle è: non è forse l’ora di utilizzare le tante forme di incentivo che ci sono e, invece di disperderle, di iniziare a vincolarle al fatto che i processi di innovazione riguardino non solo i cicli produttivi, ma anche le norme sulla sicurezza e che si ricevono fondi solo se si progettano investimenti, macchinari, automazioni e meccanismi digitali che abbiano in sé anche la progettazione e la programmazione della sicurezza? (Applausi).
PRESIDENTE. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, la delicatezza del tema mi porta a sottolineare ancora una volta quanto la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro sia una priorità assoluta.
In merito agli infortuni mortali verificatisi presso la Frigocaserta, informo che le verifiche circa l’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate dall’azienda sono state effettuate dal personale della ASL di Caserta, come da protocollo già intercorrente con la procura presso il tribunale di Napoli Nord (Aversa, ndr).
In relazione poi al giovane tirocinante sono in corso ulteriori e approfonditi accertamenti da parte dei carabinieri del nucleo tutela del lavoro presso l’ispettorato territoriale del lavoro di Caserta, d’intesa con la procura, anche relativamente alla verifica circa l’idoneità del ragazzo allo svolgimento delle attività e alla corrispondenza delle mansioni e dei requisiti formativi.
Mi preme sottolineare quanto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sia impegnato da tempo in un dialogo costruttivo con tutti gli attori istituzionali coinvolti e i soggetti interessati al fine di assicurare l’efficacia delle misure poste a presidio della tutela della salute e della sicurezza di tutti i lavoratori. Al riguardo, oltre ai numerosi interventi legislativi, è stato approvato nel dicembre 2024 il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che vede il coinvolgimento del Ministero del lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), dell’INAIL, dell’INPS, ma anche dei cittadini, delle imprese, delle parti sociali, degli enti pubblici e privati di tutti gli stakeholder, a vario titolo interessati alla sicurezza.
Questo piano, attraverso un approccio sinergico, imprime un decisivo cambio di passo attraverso misure di immediata applicazione e attività mirate per specifiche aree di intervento al fine di sensibilizzare e formare i giovani e i lavoratori alla cura della prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
In ogni caso, i dati forniti da INAIL per il 2024 relativamente alle denunce di infortunio presentate all’Istituto mostrano una diminuzione pari allo 0,7 per cento rispetto all’anno precedente. L’ulteriore distinzione per modalità di accadimento che consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata evidenzia un calo ancora più consistente per i casi avvenuti in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa. Nell’ambito del decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113, l’impegno del Governo è stato rivolto anche all’estensione della tutela INAIL alle attività di insegnamento e apprendimento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, già introdotta nel corso del 2023, al fine di rafforzare la tutela della sicurezza anche nei luoghi di studio e formazione. Questo, per la prima volta, ha consentito di monitorare il numero complessivo degli infortuni occorsi agli studenti e il dato provvisorio del 2024 invece qui ci riporta un aumento delle denunce di infortunio rispetto al 2023. Siamo consci del fatto che i gravi episodi infortunistici richiedono interventi rapidi ed efficaci e abbiamo rivolto e continueremo a rivolgere a questo tema la necessaria attenzione al fine di accrescere i livelli di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza in tutti i settori lavorativi, specie in quelli ad alto rischio, contrastando il fenomeno tragico delle morti sul lavoro. A questo proposito, stiamo lavorando per potenziare e rendere sempre più qualificata l’attività ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro. Per fare questo, stiamo implementando il piano divulgativo di sensibilizzazione tra giovani e lavoratori, allo stesso tempo mettendo in atto concrete iniziative sia di sostegno alle imprese che vogliano investire nella sicurezza – ricordo l’aumento progressivo dei bandi ISI e della dotazione finanziaria messa a disposizione – sia di lotta al lavoro sommerso, irregolare e al caporalato.
In conclusione, guardo con favore alla proposta di legge per l’introduzione delle conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, recentemente approvato, che serve a sensibilizzare le persone, le famiglie e i cittadini al concetto della vita sicura che si estende anche oltre i luoghi di lavoro. Educare tutti alla sicurezza significa educare la futura classe lavoratrice e le persone al valore della vita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Camusso, per due minuti.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Ministro, devo dire che sono sempre un po’ perplessa quando l’unica risposta che c’è è quella della formazione. So bene che nessuno ci restituirà le vite di questi lavoratori e che quindi dobbiamo ragionare costruendo una prospettiva. Sono sempre convinta che istruzione e formazione siano degli elementi essenziali e che sia in realtà un crimine se si mandano delle persone nei luoghi di lavoro senza aver avuto una formazione e che sia meglio cominciarla prima, ma non basta per prevenire gli incidenti. Bisogna avere coscienza che, se in un mondo che è totalmente cambiato, si continua a morire come si moriva cinquant’anni fa, c’è qualcosa che non funziona, c’è una distonia tra i modi in cui si produce e l’utilizzo delle capacità produttive da un lato e il fatto che la condizione materiale di lavoro del lavoratore continua a essere legata a modalità di produzione che non rispondono più neanche alla situazione attuale.
Credo che bisogna davvero fare un salto di qualità, ovvero non dare per scontato che se avremo formato tutti questo determinerà la soluzione e non dare per scontato che tutto dipenda solo dai modelli di governance. Abbiamo bisogno che la tecnologia, per esempio, sia piegata al bisogno di sicurezza per i lavoratori; abbiamo bisogno che situazioni davvero gravi, come il fatto che un ragazzo muoia durante il tirocinio, non possano più esistere. Bisogna rivedere le norme sul tirocinio, ad esempio relativamente al fatto che le cooperative siano in subappalto. Abbiamo bisogno di dare delle risposte che ci mettano nelle condizioni di prevenire il fatto che si continui a morire sul lavoro e questo mi pare che non lo si possa risolvere con i provvedimenti che lei ha elencato.