Giulietta e Romeo, i giovani amanti veronesi delle famiglie avversarie dei Capuleti e dei Montecchi, continua ancora ai giorni nostri, ma in versione camorristica: anzi, mi si perdoni il raffronto del dramma shakespeariano con una vicenda che vede implicata la barbara azione dell’antistato locale. Lui, 17 anni, affiliato al clan Petito. Lei, 16 anni, imparentata al clan Verde

Si amano, ma la camorra, che non ha cuore né cervello, pone il proprio veto alla relazione. La storia si svolge a Sant’Antimo. I Verde hanno prima minacciato a lungo il giovane, poi lo hanno rapito e picchiato, procurandogli un trauma cranico e contusioni in varie parti del corpo: l’aggressione è avvenuta ieri sera. In carcere sono finiti quattro esponenti della famiglia camorrista. È la triste vicenda che testimonia che l’antistato locale vuole avere tutto sotto il proprio controllo, vuole avere il dominio su tutto, vuole mettere le mani dappertutto, vuole tiranneggiare sull’aria che respiriamo, sul cibo che mangiamo, sulle proprietà dei singoli cittadini, sulle auto, sulle case, sulla monnezza che produciamo: chi ha paura tende a controllare. La camorra controlla e spadroneggia su ogni cosa perché ne ha paura, i camorristi sono prepotenti perché sono impotenti. Ma stavolta non aveva fatto i conti con ciò che non si può né controllare, né dominare: l’amore e l’innamoramento. Il 17enne (che pure non era un modello da seguire!) è stato riempito di botte, ma sicuramente non è stato messo a tacere il suo sentimento per la ragazza. La camorra può mettere a tacere il corpo, ma non i sentimenti … e neppure le idee che abbiamo noi!!