Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat, due giorni fa è comparso come testimone al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel processo in cui sono imputati numerosi affiliati alla corrente liternese, del Clan dei Casalesi, che negli anni ’90 dopo essersi accaparrati le concessionarie della distributrice Eurolat (controllata Parmalat che prima era della Cirio), imponevano a suon di bombe il monopolio dei prodotti della multinazionale di Colelcchio, che in Campan ia era diventata monopolista di mercato, lucrando per questo ingenti ricavi.

La deposizione dell’ex re del latte è durata circa un quarto d’ora, Tanzi ha risposto alle domande del Pm della Dda Francesco Curcio e a quelle di alcuni difensori degli imputati, Tanzi, confermando quello che già aveva detto l’ex patron della Cirio Cagnotti, ha detto che aveva appreso da alcuni dirigenti dell’interesse della Camorra ad imporre il latte Parmalat. Secondo gli atti d’accusa Eurolat versava ai casalesi anche un “regalo” di 400 milioni di vecchie lire l’anno. Gli imputati nel dibattimento sono dodici, altri sei hanno patteggiato già nella fase preliminare. Non è stata la prima volta che Calisto Tanzi ha avuto a che fare con i magistrati samaritano, anni fa lo rinviarono a giudizio per le morti dovute al mascarpone killer, ma quella del botulino nei prodotti dell’industria parmense è un’altra storia.
Salvatore Pizzo