Ancora una volta la Campania veste la maglia nera relativa all’abusivismo edilizio, secondo i dati riportati dalla Relazione sull’andamento e le caratteristiche dell’abusivismo edilizio, nella nostra regione nel corso del 2004 è stato commesso un abuso edilizio per ogni 100mila abitanti.

Un numero che, a vista d’occhio, nella zona aversano-giuglianese addirittura si decuplica. Questi quartinari che non avendo altro di che sperare nella vita, tendono a mostrare la loro goffa realizzazione sociale, costruendo case brutte che distruggono il territorio e non ne incrementano l’economia. Padroni di casa che sono convinti di essere “uomini” possedendo quelle brutture di cemento, che secondo le folli stime che vengono praticate dalle nostre parti valgono pure molto. Zone senza servizi, rese invivibili da questo stato di cose, alle quali viene negato lo sviluppo turistico-enogastronomico alle quali sono predisposte per far largo a degli appartamenti che abiteranno solo dei cafoni, togliendo così alle future generazioni delle possibilità di reddito. In questa poco invidiabile classifica seguono Calabria e Liguria. Al quarto posto il Lazio, poi Basilicata, Umbria e Sicilia. In Friuli, Trentino, Marche, Molise e Sardegna tra 2003 e 2004 gli abusi sono addirittura diminuiti, in media. Solo la Valle d’Aosta, non ha dato alcuna comunicazione di abusi dei due anni.

Salvatore Pizzo