Lunico esponente politico del nostro territorio presente nel governo Prodi è il Senatore Tommaso Casillo, sottosegretario alle Infrastrutture. Il parlamentare, che appartiene allo Sdi. che è lunico della coalizione di centro sinistra espressione della nostra area territoriale è originario di Casoria, si è detto favorevole allistituzione della Provincia di Aversa, e anche lui fa evincere che la nostra zona ha unidentità ben distinta da quella casertana. Ecco alcune domande che gli abbiamo rivolto.
Senatore, lei è favorevole alla costituzione della Provincia di Aversa?
Come le è noto, siamo in una fase di complessivo ripensamento della struttura del governo locale. Il principio di sussidiarietà, che ci impegna a traslocare le competenze centrali e regionali a livello amministrativo più prossimo ai cittadini, è anche un modo per conseguire maggiore efficienza nella gestione delle risorse e nellorganizzazione dei servizi. Personalmente sono contrario a posizioni nette, come quelle che invocano il ridimensionamento e la riduzione degli enti. La questione è diversa: dobbiamo disporre degli strumenti necessari per fare sviluppo e coesione sociale, senza sprechi, ma anche senza buchi. In questo senso considero con favore la proposta di costituzione della Provincia di Aversa. Questo comprensorio presenta caratteri di omogeneità territoriale ed economica, ed esprime unidentità ben distinta da quella casertana. Bisogna però lavorare per sostenere liniziativa presso tutte le sedi istituzionali, riempiendoli di contenuti operativi che la motivino in maniera chiara.
Cosa si può aspettare il nostro comprensorio dal che il suo unico rappresentante nel Governo sia al Ministero delle Infrastrutture?
Le infrastrutture sono il motore della crescita economica, il presupposto per produrre ricchezza e distribuirla, lo strumento attraverso il quale vengono tutelati i diritti essenziali dei cittadini. Collegare il comprensorio aversale alle grandi direttrici di collegamento Nord-Sud significa promuovere linsediamento di nuove imprese, ed il potenziamento di quelle esistenti. E se la logistica è il centro della nuova visione dello sviluppo della Campania e del Mezzogiorno, è del tutto evidente che questo ambito territoriale possa giocare un ruolo determinante nel contesto delle scelte nazionali di politica dello sviluppo. Completare le tratte della metropolitana regionale già inserite in legge obiettivo (in particolare la Piscinola-Aversa), potenziare i collegamenti viari, attrezzare le aree di insediamento produttivo con moderne infrastrutture tecnologiche, sono alcuni degli obiettivi perseguibili ne medio termine. Cè poi la fondamentale della riqualificazione urbana, che deve essere affrontata con progetti e mezzi adeguati. Lo dicon con franchezza: cè uno squilibrio nella distribuzione delle risorse, a tutto vantaggio dei comuni capoluogo: le città medie, invece, debbono trovare adeguata collocazione nella programmazione nazionale e regionale. Personalmente ho tutta lintenzione di sostenere unazione specifica a sostegno delle realtà urbane di medie dimensioni, nelle quali si concentra una parte consistente della popolazione del Sud e della Campania. Aprirò, presso i miei uffici al Ministero, una sorta di sportello, abilitato a trattare le problematiche di questi comuni. E, insieme alla Regione e alle altre amministrazioni centrali, cercherò di varare un vero e proprio progetto speciale delle città medie.
Lei può essere definito lanello di congiunzione tra il nostro territorio ed il governo?
Ambisco a diventare un punto di riferimento per le proposte, i progetti e i programmi che interessano lo sviluppo e la crescita del comprensorio aversano. Sono qui per dare riscontri e risposte, e in questo senso conto di strutturare unorganizzazione capace di informare ed assistere i comuni e gli operatori locali, che bisogna mettere in condizione di partecipare pienamente delle opportunità che, ad esempio, verranno messe in campo dalla pianificazione strategica 2007-2013.
Quale è stato il suo primo atto da sottosegretario?
Ho voluto chiarire come, senza la necessaria collaborazione istituzionale, sarà difficile affrontare i gravi problemi del Paese. Incontrando il Presidente della Regione Campania, Sassolino, e alcuni deputati campani di maggioranza e opposizione, ho voluto inaugurare un metodo di confrontosul quale, a mio avviso, dovrà basarsi liniziativa futura- Tra i limiti della gestione del Governo Berlusconi, ho sempre rilevato la mancanza di apertura alla sincera collaborazione istituzionale, a dispetto delle dichiarazioni federaliste, si è lavorato per compartimenti stagni, isolando lazione dellesecutivo dalla realtà delle istituzioni locali e delle forze sociali. Tanta apparenza, poca sostanza. Adesso tocca a noi invertire la tendenza.
Il suo partito, lo Sdi, forte della sua nomina nellesecutivo di Prodi, rivendicherà maggiore visibilità nella politica locale, specie a Giugliano e Avesa, i comuni più popolosi dellarea?
Non discutiamo di visibilità, ma di ruolo. Intendo mettere il mio incarico di governo a disposizione della comunità e delle istituzioni. Se questo implica la crescita di una cultura di buongoverno, di modernizzazione e di tutela dei diritti, tipica dellimpostazione riformista, allora vorra dire che se ne gioveranno tutte quelle componenti politiche che saranno in grado di accompagnare e accomodare questo processo, a cominciare dalla Rosa nel Pugno.Il mio compito, invero, è quello di fare in modo che le cose accadano, e che tutti siano messi in condizione di concorrere e partecipare alle scelte.
Larea giuglianese, la zona atellana, il comprensorio aversano e la zona di Casal di Principe soffrono, da un lato, il napolicentrismo, e, dallaltro, di una sorta di sottomissione alla potestà provinciale di Caserta, che non ha, peraltro, spiegazioni storiche. Secondo lei, la politica locale è allaltezza di staccarsi da questa subalternità?
Le dico di sì, purchè non si ragioni in termini di pregiudizi e contrapposizioni, ma in maniera affermativa, realizzando un modello positivo di coesione, basato sulla proposta e sul progetto. La subalternità, come la chiama lei, è il risultato di una stratificazione sociale, economica ed istituzionale che affonda le sue radici in unimpostazione centralistica dello stato, che ha prodotto, storicamente, pochi punti di attrazione e governo, e tantissime periferie. La devoluzione, che costituisce uno dei risultati eccellenti della politica riformista, non è un processo burocratico, un mero trasferimento di deleghe. La devoluzione è la conquista di spazi di decisione e governo da parte di quelle istituzioni e di quegli organismi finora esclusi, e costretti a subire. Dunque, torniamo ad un punto che abbiamo già affrontato: la realtà giuglianese e aversana sono oggi nella condizione di fare massa critica, elaborando un proprio programma di intervento, che individui una via originale allo sviluppo. Per mio conto, non posso che assicurare la piena disponibilità allascolto e allassistenza.
Salvatore Pizzo