La Procura di Orvieto ritiene che la Camorra giuglianese si sia infiltrata nella gestione del trasporto dei rifiuti campani smaltiti nella discarica umbra “Le Crete”. Secondo le ipotesi degli inquirenti, attraverso una serie di subappalti l’incarico sarebbe stato svolto da due società che sarebbero controllate dal clan Mallardo-D’Alterio. Le società in questione hanno la loro sede legale a Giugliano, ed in totale avrebbero trasportato 45mila tonnellate di rifiuti destinate a “Le Crete” fatturando circa un milione e 300 mila euro.

I magistrati umbri contestano ad amministratori ed imprenditori anche una serie di violazioni in materia ambientale (la normativa regionale umbra non consentirebbe il conferimento di rifiuti provenienti da altre regioni),per questo tipo di reati è stata già fissata l’udienza preliminare per l’11 ottobre. Gli indagati risultano: l’ex commissario per la Campania, Giulio Facchi, l’ex assessore regionale all’ambiente, Danilo Monelli, l’ex sindaco di Orvieto, Stefano Cimicchi, i dirigenti della Sao: Sante Agarini, Giorgio Custodi, Francesco Ansuini, Antonio Fabrizi e Roberto Piermatti, l’ex dirigente delle politiche ambientali della Regione, Mario Valentini, il presidente del consorzio napoletano dei rifiuti, Mimmo Pinto e l’ingegnere capo del Comune di Orvieto, Mario Angelo Mazzi. Questo tipo di situazioni contribuiscono a rendere chiaro quali siano le dinamiche che hanno portato la Campania ad essere senza siti per lo smaltimento dei rifiuti, portare l’immondizia lontano forse a qualcuno conviene. Naturalmente non ci riferiamo all’inchiesta umbra nel suo specifico, per adesso sono tutti innocenti, ma il contesto generale della situazione campana è quello che è. Proprio nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha firmato un’ordinanza volta a fronteggiare temporaneamente l’emergenza rifiuti in Campania. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri prevede che il Commissario di governo, d’intesa con il presidente della Regione Campania e i presidenti delle Province interessate, possa individuare le discariche di servizio nel territorio della stessa regione, in modo da liberare i magazzini di stoccaggio degli impianti di cdr e consentire la ripresa della raccolta dei rifiuti.

Di red