”Questo e’ un quartiere che ha bisogno di sentirsi amato, di capire che gli siamo vicini”. Sono le prime parole che ieri, a Scampia, il Cardinale Crescenzio Sepe ha pronunciato nelle vesti di nuovo Arcviescovo di Napoli. Il porporato carinarese ha voluto iniziare il suo mandato partenopeo partendo dal quartiere più problematico della metropoli, ”non ci si poteva non fermare qui -ha osservato – è un segno che naturalmente non vuole rimanere tale, perchè poi dovrà continuare ad essere concretizzato nelle forme migliori con la collaborazione di tutti. Incominciamo con il riscatto qui a Scampia”

Il Cardinale nella sua omelia di insediamento non ha evitato di mettere il dito nella piaga dei problemi che affliggono la città, ha detto: ”Se è vero che Napoli, come tutta la regione circostante, è ricca di una storia plurisecolare che ha visto fiorire diverse culture, arte, lettere, musica e canto, all’insegna di una civiltà a cui ancora il mondo guarda ammirato, è anche vero che assieme a quest’eredità oggi sono presenti gravi problemi, difficoltà e pericoli che minacciano la pacifica convivenza e l’ordinato vivere civile”. Rivolgendosi ai ministri presenti in chiesa, alle autorità civili e militari, ai rappresentanti della cultura e agli operatori dei mezzi di comunicazione, il cardinale Sepe ha poi aggiunto: prendendo in prestito le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del suo messaggio alle Camere lo scorso 15 maggio, ”Affido al Signore le vostre intenzioni, sapendo che il vostro lavoro si svolge in una città autorevolmente definita ‘grande ,generosa e travagliata”. Il prelato non ha mancato di esprimersi con la tipica schiettezza di chi è nato nell’aversano, ha concluso l’omelia in lingua napoletana: ”Maria, madre della Chiesa, madre dell’unita’, della speranza e dell’amore, regina di Napoli, cammina con noi. ‘A Maronna c’accumpagna”’, ha detto.

Di s.p.