Lincapacità alla vigilanza dei nostri politici che oltre Piazza Municipio non sanno andare, dei sindacalisti nostrani che spesse volte hanno solo protestato e mai veramente agito, ha portato a scrivere la parola fine sulla vicenda Ixfin, ultimo nome in ordine di tempo dellunità produttiva che prima era ospitata nel tanto discusso sito della Ex Texas sulla Variante, che poi con spregiudicate manovre finanziarie fu portata a Marcianise. I magistrati della VII sezione del Tribunale fallimentare di Napoli ne hanno dichiarato il fallimento. Oltre allo stabilimento di Marcianise, dove sono stati mandati tanti dipendenti aversani, la vicenda interessa anche gli stabilimenti di Chieti e ad Avezzano (LAquila).
Passaggi finanziari, che secondo uninchiesta della Procura di Padova sfiorano con singolare simmetricità personaggi imprenditoriali vicini alla destra ed alla sinistra, hanno portato Ixfin ad avere 105 milioni di euro i debiti complessivi accertati, e un patrimonio netto negativo al 31 marzo 2006 di oltre 40 milioni. Curatore fallimentare è stato nominato lavvocato napoletano Genoveffa Sellitti, il giudice delegato sarà invece Rosario Caiazzo. La sentenza di fallimento è stata emessa lo scorso 5 luglio dal collegio giudicante composto dal presidente Frallicciardi, dal giudice relatore Pica e dal giudice Tricomi. Scrivono i magistrati: In circa due anni (ovvero a partire dal 2004) sono stati presentati contro la Ixfin spa circa 25 ricorsi di fallimento; nellultimo bilancio approvato (chiuso il 31/12/2004) si evince la sussistenza di una perdita di circa 2,5 milioni di euro, a fronte di un capitale di 5 milioni, e debiti per circa 105 milioni a fronte di un attivo circolante di 27 milioni di euro ed immobilizzazioni per 70 milioni. I magistrati parlano della contrazione del fatturato, e la difficoltà per la società di onorare i pagamenti alle scadenze verso i fornitori, nonché, dal settembre 2004, di pagare le retribuzioni ai dipendenti. Secondo il collegio giudicante: I problemi di natura finanziaria sarebbero imputabili per lo più al venir meno del precedente socio di riferimento (facente capo al gruppo 3L Trading) allimpegno di finanziare un piano industriale che consentisse il rilancio dellattività produttiva. Il gruppo 3L Trading era controllato dalla Oliit, società con sede a Parma al cui vertice cera il parmense Luigi Luppi, poi arrestato per bancarotta a fini distrattivi. Nella sentenza viene anche sottolineato che dalla situazione contabile al 31 marzo 2006 emerge lesistenza di perdite portate a nuovo per 42,8 milioni di euro e di perdite di periodo per 2,4 milioni, le quali tenuto conto del capitale di 5 milioni, rendono il patrimonio netto negativo per oltre 40 milioni di euro. Attualmente lazienda era controllata dal gruppo Pugliese, con le due controllate Maxfin srl (71per cento) ed Elettronica srl (29 per cento). Ai dipendenti creditori adesso non resta che chiedere al Tribunale di Napoli di essere riconosciuti creditori privilegiati, presentando quella che i tecnici chiamano insinuazione allo stato passivo. Coloro che vengono riconosciuti creditori privilegiati vengono ristorati del loro credito prima degli altri creditori (chirografari), con cifre proporzionali a quelle realmente vantate, e che il curatore reperirà dalla eventuale vendita dei beni e dal recupero dei crediti eventualmente vantati dallazienda. Un consiglio per i dipendenti danneggiati, non rivolgetevi ai sindacalisti ma ad avvocati esperti. I politici aversani intanto pensano alla licenza edilizia relativa allarea un tempo produttiva della Ex Texas, la loro unica capacità è questa. Intanto il crack è di circa 200 miliardi delle vecchie lire. Su tutto questo la Confindustria di Caserta pare che abbia anche emesso un comunicato, ma quella di Aversa dalla sua inaugurazione si sta contraddistinguendo con il silenzio.
Salvatore Pizzo