Da settembre a giugno, come la maggior parte degli studenti italiani, sono immersi nella loro vita universitaria tra una lezione da frequentare ed un esame da sostenere, ma appena arriva lestate impugnano cazzuola, paletta e livella per aiutare chi si trova in difficoltà. Hanno da poco festeggiato i quarantanni di attività gli Universitari Costruttori (UC, come amano farsi chiamare): si tratta di un gruppo costituito da universitari ed ex-studenti che da quasi mezzo secolo trascorre le proprie vacanze in giro per lItalia ad innalzare muri, impastare cemento e costruire case. Un modo tutto particolare di fare volontariato, visto che di dottori disposti a fare i muratori di questi tempi è davvero difficile trovarne.
Lidea di riunire degli universitari, capaci di impegnare le loro vacanze per fare volontariato, venne al padre Mario Ciman, gesuita, che nellestate del 1966 reclutò uno sparuto gruppetto di studenti dellAteneo veneto per aiutare una famiglia padovana composta da 12 persone, che vivevano in pochi metri quadri. Lesperienza degli universitari costruttori di padre Ciman risultò essere una idea vincente di volontariato: gratificante per dei giovani concreti e pieni di spirito di intraprendenza, utile per persone che vivevano particolari situazioni di disagio. Sono ormai quarantanni che facciamo questo tipo di volontariato – spiega Marco Rubini, uno dei veterani del gruppo, ingegnere, impiegato in unazienda da un piccolo gruppetto di universitari si riuscì a toccare, subito dopo il terremoto in Friuli, la quota record di 800 costruttori. Oggi siamo molto di meno, ma riusciamo ugualmente a portare a termine i nostri obiettivi con cantieri sparsi in tutta Italia. Da Padova lesperienza estiva dei manovali universitari ha piantato solide basi a Milano, Roma, Napoli e in Sicilia, ancora oggi universitari ed ex studenti lavorano a braccetto per portare a termine progetti concreti, impegnando la loro estate. Adesso lavoriamo continua lingegner Rubini – solo con comunità di accoglienza di tossicodipendenti, disabili o minori, che richiedono un aiuto di tipo edilizio e che non possono permettersi di pagare manodopera specializzata. Loro ci forniscono il materiale e a tutto il resto pensiamo noi. Per questa estate abbiamo in progetto di portare avanti tre cantieri – conclude Rubini a Bologna costruiremo un box allinterno di una struttura di ippoterapia per il recupero fisico e mentale dei diversamente abili, mentre a Palermo e in provincia di Sondrio ristruttureremo dei locali per far funzionare al meglio delle strutture che si occupano rispettivamente dellaccoglienza di donne maltrattate e di assistenza ai malati psichiatrici. In fondo il nostro è un modo come un altro di passare una vacanza facendo del volontariato e vedere i frutti del proprio lavoro prendere pian piano forma. Proprio come il muro di una casa.
Nicola Palumbo