Nei giorni scorsi la Federconsumatori di Aversa, relativamente alla vicenda che riguarda i disabili del Centro Carratù di Aversa, ha inviato una lettera aperta al Ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero invitandolo alle dimissioni. Lufficio stampa del Ministro, da noi contattato, ha precisato di non sapere nulla di questa lettera, e per adesso dopo che il dicastero interessato è stato informato dellesistenza di questatto solo dal nostro giornale, dallo staff di Ferrero non sono giunte repliche ufficiali. Ecco il testo della lettera aperta datata 11 agosto:
Al Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero
Lettera Aperta di Maria Cecoro Federconsumatori Aversa
Onorevole Signor Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero si dimetta. È trascorso ormai più di un mese da quando una rappresentanza dei genitori dei 31 ragazzi disabili, affetti da patologie gravi e in qualche caso gravissime, curati presso il centro socio sanitario Simona Carratù di Aversa, chiuso dal 3 luglio scorso per il mancato pagamento, da parte dellASL CE/2, delle spettanze dovute agli operatori dellassociazione di volontariato Comunità Missioni gestrice del centro stesso per lanno 2005 e parte del 2006, sono stati ricevuti dalla Sua segreteria. In quelloccasione i genitori hanno chiarito ai Suoi rappresentanti, anche a mezzo di una documentazione specifica, il problema di sopravivenza in cui versa il centro e di conseguenza il problema dei loro figli che non ricevendo più le giuste cure stanno subendo una regressione delle condizioni di salute raggiunte in anni di terapia. Al termine dellincontro un componente della segreteria si è impegnato a nome Suo, Ministro, di farsi carico del problema, tantè che un Suo collega di partito, lonorevole Gennaro Migliore, il 17 luglio ha presentato al Ministro della Salute Livia Turco uninterrogazione a risposta scritta sul problema. Purtroppo dopo un mese quellinterrogazione, seguita nel frattempo da altre interrogazioni (ben cinque tre parlamentari e due regionali) non ha ancora ottenuto risposta. Si dimetta perché mentre Lei aspetta risposta dal ministro Turco la situazione dei ragazzi curati nel Centro Carratù è peggiorata continuando il Centro a rimanere chiuso, lazienda sanitaria a non mantenere impegni via via assunti pubblicamente dai diversi dirigenti. Con larrivo delle ferie estive a nulla sembrano valere gli appelli rivolti dai genitori ai politici regionali (Bassolino), provinciali (De Franciscis) e locali. Persino il vescovo della Diocesi di Aversa Mario Milano al quale la scrivente rappresentante della Federconsumatori ha chiesto, a mezzo stampa, un intervento a favore dei disabili del Carratù non ha dato segni di vita. Neppure una risposta negativa è venuta dal Vescovo che ha ignorato la richiesta daiuto, proprio come i politici, fatte eccezione di quelli che si sono limitati a presentare le interrogazione che però aspettano ancora risposta. Né hanno fatto meglio i dirigenti dellAsl che sono andati addirittura in ferie lasciando irrisolti i problemi economici del Carratù e di conseguenza lasciando i ragazzi ancora fuori del centro che continua a rimanere chiuso. Solo i genitori continuano a lottare inviando ogni giorni comunicati stampa come fossero tanti sos lanciati in una bottiglia dentro il mare. Si dimetta Onorevole Ferrero. Quale ministro della Solidarietà Sociale mi sarei aspettata un Suo intervento diretto nella vicenda e non uno scaricabarile fatto attraverso uninterrogazione parlamentare presentata da un Suo collega di partito alla quale ancora non è stata data risposta. Se il Suo ministero ha senso, se davvero la Solidarietà Sociale ha senso è il caso che Lei intervenga ora, subito, malgrado sia il mese di agosto, in alternativa si dimetta. Perché la sofferenza, la malattia ad agosto non va in ferie e i ragazzi curati dal centro Carratù hanno necessità di essere curati anche ad agosto. Mi dice Ministro a che cosa potrà servire la risposta di Livia Turco allinterrogazione dellonorevole Migliore se arriverà quando il centro che oggi è in agonia, sarà definitivamente spirato, chiuso irrimediabilmente per il fallimento economico dellassociazione di volontariato che lo gestisce. Chi sarà responsabile dei danni subiti dalla salute di quei ragazzi non curati a dovere per tanti, troppi mesi. Signor Ministro è il caso che Lei intervenga subito e non deleghi più, altrimenti la Solidarietà Sociale resterà solo una parola vuota, una parola che non merita un ministero nella nostra Repubblica, meglio cancellarla dimettendosi Signor Ministro.
Cordiali Saluti
Maria Cecoro – Federconsumatori Aversa