Vendevano mozzarella mista, prodotta anche con latte vaccino, applicando alle confezioni un’ingannevole etichetta che alludeva al prodotto Dop Mozzarella di Bufala Campana. Una condotta illegale che danneggia non poco il buon nome della Mozzarella di Aversa, la più rinomata produzione di questo prodotto conosciuto in tutto il mondo per la sua squisitezza, frutto degli allevamenti che da secoli sono ubicati nella terra dei Mazzoni.

L’altro ieri alcuni ufficiali di polizia giudiziaria su delega del Procuratore della repubblica di Nola Federico Bisceglia, sono entrati in azione in un punto vendita di un’area di servizio sull’Autostrada A30 Caserta – Salerno, dove la finta mozzarella di bufala veniva rifilata ai tanti forestieri di passaggio, creando un notevole danno all’immagine della regina dei formaggi. L’operazione di ieri aveva avuto un prologo il 20 giugno scorso, quando gli agenti vigilatori avevano posto sotto sequestro preventivo alcune confezioni di mozzarella, avviandone 5 campioni ai laboratori dell’ Ispettorato centrale repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e Forestali di Salerno, al fine di accertare la reale composizione del prodotto. Nel sequestro del 20 giugno gli incarti segnavano semplicemente la dicitura “Mozzarella di Bufala” e il sequestro scattò in virtù della violazione dell’articolo 1 del decreto ministeriale del 21 luglio 1998, che fa divieto di uso della dicitura “mozzarella di bufala” per le mozzarelle comunque prodotte, anche con latte bufalino, ma non sottoposte al sistema di certificazione che consente la concessione d’uso della Denominazione di Origine Protetta (Dop). A fronte di questa contravvenzione di carattere amministrativo, era stato anche ipotizzato il reato di frode in commercio, poiché l’utilizzo di incarti con la scritta “Mozzarella di Bufala” tendono oggettivamente ad accreditare presso il pubblico un prodotto non tutelato come prodotto Dop: un atto di confusione strumentale alla frode, per altro sanzionato penalmente dall’articolo 517 del codice penale (vendita di prodotti con segni mendaci). I campioni prelevati erano stati inviati ai laboratori dell’ Ispettorato centrale repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e Forestali di Salerno anche per accertare l’eventuale reato di vendita di prodotto non genuino (articolo 516 Codice Penale), e l’altro ieri gli agenti vigilatori del consorzio, ritornando nello stesso punto vendita, con la delega della Procura di Nola, hanno trovato degli incarti diversi, con una scritta in grande “Mozzarella di latte di bufala” e con una più piccola recante la dicitura “mozzarella di bufala”.

Di red