L’immenso patrimonio archeologico nostrano, come tutte le altre peculiarità monumentali, culturali ed enogstronomiche che il nostro territorio possiede non viene sfruttato, ma ogni tanto qualche nota positiva arriva. Lo scorso fine settimana, dopo una ventina di anni, sono stati riaperti gli scavi archeologici di Liternum, per l’occasione hanno ospitato un concerto con il quale è stato festeggiato il 50° anniversario della nascita del 22° gruppo radar dell’Aeronautica militare.

Liternum risale al 215 a.C., fu fondata da Scipione l’Africano, il generale romano che sconfisse i cartaginesi. L’area ospita un mausoleo, ritenuta la tomba di Scipione. «In realtà si tratta semplicemente di un’ara celebrativa installata in epoca fascista – dice lo storico Emmanuele Coppola a Tonia Limatola del Mattino di Napoli – Della vera tomba non si ha più memoria storica. Ne dà testimonianza Seneca, al quale è intitolato anche il parco letterario che avrebbe dovuto avere vita proprio qui, ma che purtroppo non è stato mai finanziato». L’area dovrebbe diventare completamente fruibile al pubblico con la realizzazione del Parco archeologico di Liternum, intervento per il quale sono stati stanziati 484 mila euro per i sentieri di collegamento tra la zona del Parco Miralago e il foro alla riva del lago, dove si trova anche una sorgente d’acqua, punto in cui saranno realizzate una piazzola verde ed una torretta per l’avvistamento degli uccelli. Speriamo bene.

s.p.

Di s.p.