Debutterà al Teatro Cimarosa, il prossimo 6 ottobre 2006, LAvaro, opera tratta dallomonimo di Molière, con l adattamento di Rosario Giglio e Viviana Marino e la regia Rosario Giglio. Lo spettacolo aprirà la XIV rassegna Un progetto per la scuola per studenti di ogni ordine e grado. Il lavoro di Artisti allAsta è volto ad avvicinare il teatro alla scuola con il solo obiettivo di aprire tante finestre su mondi collaterali, tutti possibili, dove la bellezza diventa lunica direttrice. I ragazzi saranno coinvolti in un vero e proprio scambio fisico tra scuola e teatro, che farà di loro non solo dei meri spettatori, ma anche i protagonisti consapevoli di seminari e laboratori.
Lo spettacolo
Cinquantanni suonati, vedovo con due figli a carico, un maschio ed una femmina. Attaccato al denaro più ancora della testa sul collo, Don Arpagone decide di mettere a partito le sue creature destinando loro due futuri sposi alquanto stagionati. Attirato dalla brillante prospettiva di festeggiare più matrimoni al prezzo di uno, decide di mettere a partito anche se stesso, peccato, però, che la sua scelta ricada sulla povera Mariana, giovane amata dal figlio Cleante. Quante complicazioni, vero? Ma non finisce qui, e no! Perché, dovete sapere che il buon Arpagone è un uomo di fede, e proprio la sua fede gli impone di aiutare le persone in difficoltà . economica sintende, offrendo piccoli prestiti ad un ragionevolissimo tasso del 25%. Usuraio? Manco a dirlo, benefattore! Cosa? Volete sapere come va a finire? Semplice, basta vedere lo spettacolo! Loperazione che vi proponiamo può essere condensata in poche parole, si tratta non di una semplice trasposizione vernacolare, ma di un autentico accomodamento. Sì, abbiamo fatto mollemente adagiare il testo di Molière su un sofà partenopeo ed Arpagone, il più napoletano di tutti i parigini, sembra gradire. Lopera di riscrittura ci ha visti impegnati a stemperare gli elementi direttamente derivanti dalla commedia del servo in una modernità un po barocca, che amplifica la genialità di Molière e ce lo riconsegna in formato guaina, pronto per aderire perfettamente alla nostra pelle. Nessuno strappo alla regola, sia ben chiaro, Arpagone continuerà ad essere un uomo poco ammiccante e tutti i tratti di quella comicità un po nera, così cara agli autori del 600, vi saranno riconsegnati per intero .. Don Arpagone . guardatevi da lui mentre lo vedete muoversi sul palco, non solidarizzate. Un uomo che se potesse il buongiorno lo presterebbe, ma non lo darebbe, chissà cosa potrebbe esigere in cambio di una risata magari un ricco melange di entusiasmo e passione .
Note al testo
In un baule stanno tutte le cose. Davanti ad un muro scalcinato, sotto una quinta annodata, tra le cose stipate di tutti i giorni troviamo gli uomini e gli attori. In un testo tradotto da mille altre vite, ci sono le intenzioni dellautore e nelle nostre mani ecco un copione . Il nostro copione . Ed è un Avaro che in assoluta generosità ci concede il tempo lo stesso con il quale si fa la musica, il solo che non fagocita se stesso. In una trasversalità che sbalordisce chi la percorre, ci muoviamo piano affinché il nostro tempo vesta labito di ieri, di oggi e di sempre e si faccia, in questo, testimone di ciò che accadde nella vita di Don Arpagone. Don Arpagone, siamo a casa vostra, non vi mettete paura, non abbiamo niente da rubarvi, tenete tutto nascosto. Che strana casa che è questa! Senza oggetti, senza pareti, senza mormorii . Ci siete solo voi, siete dappertutto insieme ai soldi che non si vedono, ma ci sono, ci sono eccome e si fanno più presenti proprio quando qualcuno li rapisce e li porta via dalle vostre amorevoli cure. Tolta la cassetta dal suo nascondiglio, sparito il denaro da quel luogo della scena immaginario, ecco che gli uomini e le donne si fanno personaggi aderenti al vostro costume, concreti. Prendono carne sotto i vostri occhi Petrusino, Cleante, Elisa, Mariana e Valerio, Rachele, Don Anselmo e la bella Frosina, prendono carne e prendono un pezzo della loro vita scenica attraverso il costume. Don Arpagone, un pensiero ora mi turba: voi siete il padrone di tutto, ma siete finto i vostri soldi sono finti, non esistono, i vostri ninnoli pure, li abbiamo cercati e ditemi, dove sono? Don Arpagone, su questa scena non cè nulla di ciò che conta per voi, cè solo un baule e la vostra vita non è più vostra se a farla viene un attore . Dentro il baule sta tutto quello che conta veramente e tutto quello che è vero . qui dentro è il teatro.