Nei giorni scorsi i Ministri Gelmini e Brunetta in una conferenza stampa hanno detto che i tagli degli insegnanti saranno in parte confermati dai pensionamenti, ma non cambia il fatto che il numero complessivo dei posti in organico, nel prossimo anno scolastico, sarà ridotto d oltre 42mila unità. A tal proposito il dipartimento scuola del Pd, ha emesso una nota in cui si legge: “Il Ministro Gelmini non faccia il gioco delle tre carte su una cosa seria quale il lavoro degli insegnanti.
Non è vero che il governo taglierà di meno, è vero invece che non riconfermerà il contratto di oltre 18mila precari e non provvederà all’assunzione di nessun nuovo insegnante a fronte di oltre 32mila pensionamenti. I tagli sono quindi confermati nella loro interezza ed insostenibilità, si impoverirà la scuola di 42.100 docenti e di 15.160 Ata. Ciò significherà che oltre 300mila famiglie che hanno fatto richiesta non potranno disporre del tempo pieno o del modulo a trenta ore, e la chiusura di 3000 plessi scolastici con gli ovvi problemi per le famiglie. La cosa che colpisce è la spregiudicatezza con cui il governo spinge per aumentare i pensionamenti nella scuola, scaricandoli sui contribuenti, pur di dimostrare che sono stati fatti pochi tagli. Pensare che si tratta dello stesso governo che solo pochi giorni fa parlava di aumento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni. Si tratta di un comportamento cinico e strumentale che gioca sulla vita degli italiani”.