Subito sono scattati i controlli e gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno verificato che la telefonata era partita da Casal di Principe, da un telefono di proprietà di un congiunto della donna. Non sono chiare quali fossero le intenzioni di Nicolina Coppola, ma per questo fatto, che risale al gennaio del 2008, è finita sotto processo per sostituzione di persona. Il giudice monocratico Marco Vittoria l’ha assolta così come hanno chiesto i difensori Michele Valentino e Letizia Tonoletti, il Pm Valentina Migliardi ne aveva chiesto la condanna a 1 anno e 10 mesi. Nelle precedenti udienze, il Pm Antonella De Stefano, che precedentemente aveva seguito il dibattimento, aveva ottenuto che vi fosse l’audizione di uno dei poliziotti che si è occupato del caso e di un agente addetto al centralino, il quale aveva confermato la tesi accusatoria.
Salvatore Pizzo
E’ terminato a Parma il processo a Nicolina Coppola, la moglie di Walter Schiavone è stata assolta dall’accusa di sostituzione di persona. Nicolina Coppola, consorte del fratello del superboss Francesco Schiavone “Sandokan”, uno dei capi del Clan dei Casalesi, secondo le accuse, mentre il marito era detenuto nel carcere di Parma, si sarebbe spacciata per una dipendente degli uffici giudiziari al fine di ottenere notizie riservate, relative alla mancata autorizzazione a far accedere nella struttura un medico che avrebbe dovuto visitare il marito, che lì era ristretto al regime del carcere duro.