Il Cardinale Crescenzio Sepe è indagato per corruzione nell’inchiesta sui grandi appalti, alla quale stanno lavorando gli inquirenti della Procura di Perugia. La vicenda che maggiormente interessa gli inquirenti umbri sembra essere il restauro della sede di Propaganda Fide, la potente congregazione di cui il prelato era prefetto, dal 2000 al 2006, prima di essere nominato Arcivescovo di Napoli. Il restauro iniziò nell’autunno del 2003: progettista fu l’architetto Angelo Zampolini, nel 2005 questi lavori sono stati finanziati dallo stato per una somma di 2,5 milioni di euro, su cui non ha mancato di esprimere interrogativi la Corte dei Conti, sollecitata in merito da un sindacalista della Uil. In un altro filone dell’inchiesta è indagato l’allora Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, secondo le accuse non avrebbe fatto nulla per evitare quell’elargizione a propaganda Fide, nonostante la Corte dei Conti avesse definito «incongruo» e «non motivato» il finanziamento in quanto il palazzo non è nemmeno di proprietà italiana, ma del Vaticano. Secondo le ipotesi accusatorie dei Pm di Perugia, Lunardi in quello stesso periodo avrebbe acquistato, ad un prezzo buono, una palazzina cedutagli da Propaganda Fide in via dei Prefetti, a Roma. I magistrati titolari dell’inchiesta stanno verificando tutte le operazioni che riguardano il cospicuo patrimonio immobiliare di Propaganda Fide, specie con riferimento al periodo in cui il responsabile era Sepe. Secondo fonti giudiziarie sarebbero in corso accertamenti anche sull’assunzione di un nipote del cardinal Sepe presso l’Anas. Il Cardinale ha fatto sapere di essere disponibile a collaborare con gli inquirenti per chiarire la sua posizione. Il Cardinale Sepe convocato dalla Procura di Perugina. Il nome del “papa rosso” è stato anche al centro delle dichiarazioni rese dal capo della protezione civile Guido Berolaso agli stessi pubblici ministeri di Perugina, Bertolaso ha detto che un appartamento in cui ha abitato a Roma gli sarebbe stato procurato dal prelato, quando era a capo della Propaganda Fide.