‘Dico subito che coloro che hanno conosciuto e conoscono il cardinal Sepe – e sono tanti – non riescono neanche a concepire lo sconvolgente capo di accusa (corruzione) ipotizzato nei suoi confronti tanto appare irrealistico”. Lo ha scritto Marco Tarquinio il direttore di Avvenire il quotidiano dei vescovi italiani. ”Quanto, poi, alla natura e alle attività della Congregazione per l’evangelizzazione
dei popoli – spiega ancora Tarquinio – mi limito a sottolineare che solo una pessima letteratura giornalistica può gabellare, com’è stato fatto, ‘Propaganda Fide’ per una ‘immobiliare’, anzi per l”immobiliare del Vaticano”’. ”Il patrimonio che, nei secoli, è stato attribuito al cosiddetto ‘ministero delle missioni’ – spiega Avvenire – non è fine a se stesso o frutto di mero accumulo: si tratta della base che sostiene, assieme alle nuove offerte dei singoli fedeli e delle comunità cristiane, le attività di annuncio del Vangelo e di promozione umana rivolte a poco meno della metà della popolazione mondiale”. ”Per questo – aggiunge – un simile patrimonio va, come si dice, messo a reddito e in tale opera ai funzionari preposti s’impongono, oltre che carità cristiana, pulizia e diligenza assolute”. Per Tarquinio la vicenda ”è stata in ogni caso affrontata in modo esemplare anche negli aspetti giudiziari: la fiducia nella magistratura subito espressa dal cardinal Sepe e la sua dichiarata disponibilità a partecipare, nelle sedi proprie, al più trasparente chiarimento dei fatti si specchiano nell’atteggiamento rigoroso e serenamente collaborativo con lo Stato italiano assunto dalla Santa Sede”. Quindi il direttore, rivolgendosi ai suoi lettori, spiega: ”Confido anch’io – condividendo, alla lettera, l’auspicio del portavoce vaticano padre Lombardi – nel fatto che l’avviata verifica giudiziaria sia rapida e conclusiva. E mi auguro, anzi sono certo, che azioni e spiegazioni adeguate da parte di tutti i protagonisti saranno sempre più in grado di fugare lo sconcerto e il dispiacere che le vostre lettere testimoniano e di dare nuovo slancio all’affetto e alla stima che la Chiesa di Napoli subito ha calorosamente manifestato al suo arcivescovo”. Il cardinale Sepe, oggi indagato per corruzione, già qualche mese fa balzò agli onori delle cronache per un’altra vicenda giudiziaria, in cui nulla gli è contestato, secondo quanto è emerso avrebbe raccomandato due suoi nipoti per essere assunti nella società Eco 4, mentre attualmente è emerso che un altro sarebbe stato introdotto all’Anas.

Di red