La gestione di Propaganda Fide è un "compito impegnativo e complesso" che "può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale". Lo ha detto la Santa in una nota relativa alla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (ex Propaganda Fide), interessata da un’inchiesta giudiziaria dopo l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Perugiadel Cardinale Crescenzio Sepe, che è stato prefetto della Propaganda Fide. Sepe è accusato di corruzione. "La Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata missionaria mondiale, interamente distribuita tramite le Pontificie Opere Missionarie nazionali e, in secondo luogo, dai redditi del proprio patrimonio finanziario ed immobiliare", spiega la nota vaticana. "Il patrimonio si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto (…). La valorizzazione di tale patrimonio è naturalmente un compito impegnativo e complesso, che si deve avvalere della consulenza di persone esperte sotto diversi profili professionali e che, come tutte le operazioni finanziarie, può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale". Si sottolinea anche che il "patrimonio ha continuato ad incrementarsi. Al tempo stesso, nel corso degli ultimi anni, si è progressivamente fatta strada la consapevolezza della necessità di migliorarne la redditività e, a tale fine, sono state istituite strutture e procedure tese a garantirne una gestione professionale e in linea con gli standard più avanzati.La Congregazione — spiega il Vaticano — è l’organo che ha il compito di dirigere e coordinare in tutto il mondo l’opera dell’evangelizzazione e la cooperazione missionaria, con scopo principale la guida e il sostegno alle giovani Chiese. Per assolvere al proprio compito, la Congregazione dirige e mantiene in Roma una vasta serie di strutture a servizio della formazione, tra cui spiccano la Pontificia Università Urbaniana (circa 1.400 alunni nel corrente anno accademico) e diversi Collegi, nei quali studiano attualmente circa 150 seminaristi, 360 sacerdoti, 150 tra religiose e laici inviati dai cinque continenti" – aggiunge il comunicato – "Se si considera il rapporto tra la quantità del personale impiegato e le risorse distribuite si potrà verificare con facilità che i costi di gestione sono di gran lunga inferiori a qualsiasi organizzazione internazionale impegnata nel campo della cooperazione".