
Mentre la Santa Sede ha iniziato a fare “mea culpa” in merito al fenomeno dei preti pedofili, la Diocesi di Aversa rimane in silenzio nonostante un suo sacerdote, don Michele Cerullo, sia in carcere a scontare una condanna definitiva a 6 anni e 8 mesi, perché sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato mentre abusava di un ragazzino. Domenica scorsa Benedetto XVI ha proclamato santa Mary Hellen Mackillop (1842-1909), una suora ed educatrice che ebbe anche uno scontro con la Chiesa perché, secondo la versione Vaticana, avrebbe accusato un prete pedofilo. Papa Ratinzger nei giorni scorsi ha inviato anche una lettera ai seminaristi in cui ha ricordato che questi atti “sfigurano” il ministero sacerdotale. La vicenda di don Cerullo risale al dicembre del 2007, quando i carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato in una zona di campagna tra Villa Literno e Casal di Principe. Il 12enne che era con lui era un alunno del religioso, che insegnava nella scuola media di Villa Literno. I legali che curano gli interessi del ragazzino e della famiglia: Costantino Puocci, Sergio Cavaliere e Giacomo Cassandra, nonostante una provvisionale di 50mila euro hanno riscontrato che fino ad oggi non è arrivato alcun risarcimento. Nemmeno la Diocesi di Aversa, retta dall’Arcivescovo Mario Milano, ha mai chiesto pubblicamente scusa, eppure lo ha fatto persino in Papa nella sua recente visita in Gran Bretagna.
Salvatore Pizzo