Il senatore Pasquale Giuliano ha firmato un intervento pubblicato sull’ultimo numero del periodico aversano “Nero su Bianco” dal quale si desume che lui si sente casertano in tutto e per tutto. Sono lontani i tempi in cui si batteva per la Provincia di Aversa, quando interveniva nella politica nazionale criticando l’istituzione della provincia tricipite “Barletta – Andria – Trani”, e quando, almeno “ufficiosamente”, non approvava il regalo preteso dai suoi amici della Lega Nord che hanno voluto la Provincia di “Monza Brianza”.
Aversa, l’Aversano, l’Atellano, il Casalasco ed il Liternese costituiscono una macro area umiliata nell’anima da decenni, costretta nonostante la sua millenaria unicità ad essere sottoposta alla potestà provinciale di Caserta, ai giovani è stato inculcata la falsa percezione di essente nati nel “casertano. La Provincia di Caserta è un’istituzione effimera, serve solo a soddisfare il fabbisogno vanesio di quella comunità che vive nei pressi dell’antica Capua. Una stortura che ha portato all’inevitabile necessità di chiedere che venisse riconosciuta la Provincia di Aversa, un diritto che viene represso nonostante esiste, ma evidentemente solo sulla carta, il riconoscimento all’autodeterminazione dei popoli. Una necessità che verrà invocata finchè esisterà anche una cosiddetta Provincia di Caserta. Non ci aspettavamo che uno degli uomini più illuminati che Aversa ha avuto negli ultimi lustri, un “normanno” come Giuliano, che vive di fronte alla Cattedrale di San Paolo nel cuore antico della città, scrivesse: “Questa provincia possiede risorse e potenzialità straordinarie. Come una bellissima signora caduta in miseria, Caserta si presenta oggi sfibrata, trascurata, sgraziata, eppure non riesce a nascondere i tratti della propria straordinaria e incolta magnificenza”, Giuliano definisce casertane persino la Mozzarella, quando da quelle parti non c’è nemmeno una Bufala in quanto i Mazzoni ricadono nell’Aversano, la Mela Annurca che viene coltivata tra Giugliano e Parete, l’Indesit che è a Carinaro e Teverola, l’Università che è anche nostra grazie ai compianti Ruberti e Cecere. Giuliano sul periodico più importante della città, che una volta si fregiava di essere il giornale della Provincia di Aversa, conclude il suo intervento scrivendo testualmente: “La provincia di Caserta è viva e deve credere in sé stessa. Il suo futuro è il nostro futuro ed esso è nelle mani di ciascuno di noi e di noi tutti”. Noi unica voce contro la casertanizzazione dilagante gli diciamo: “La provincia di Caserta non ha ragione di esistere, essa dovrebbe cessare di essere un ente pubblico, Aversa ed il comprensorio circostante devono credere in se stessi, pensare e lavorare per arrivare ad un futuro migliore, il nostro futuro non può essere di sudditi di una piccola località, ma veleggiare verso traguardi alti, come hanno saputo fare i nostri avi normanni, diventare un faro come lo fu la grande Atella, una splendida località come lo fu Liternum, una speranza come lo fu in tempi più recenti Albanova”. Speriamo che ritorni il Giuliano dei bei tempi andati, un Aversano doc, una figura pregiata che non possiamo permetterci di perdere tra le tenebre casertane.
Salvatore Pizzo