"Purtroppo non incontro altri aversani nella Capitale. Saranno evidentemente troppo impegnati a dividersi le briciole e comunque ci vuole capacità anche ad uscire fuori Aversa. Però consiglio a tutti di mettere piede fuori le mura normanne, almeno per vedere il mondo come se la cava".
Lei è un dirigente di Futuro e Libertà come riesce a conciliare questa sua specificità con il fatto di appartenere allo staff del Ministro Mara Carfagna?
1)Ho fatto parte dello staff del Ministro per le Pari Opportunità dal 1 ottobre al 31 novembre, data quest’ultima in cui ho presentato le dimissioni irrevocabili dal mio incarico di addetto stampa. Dal 1 dicembre sono stato assunto presso il gruppo parlamentare di Futuro e Libertà. Sempre dal 1 dicembre sono un dirigente del medesimo movimento.
E’ vero che alle prossime comunali di Aversa, dopo la decisione di Gianmario Mariniello di non candidarsi, sarà lei il rappresentante del “nuovo che avanza”?
2)Potrebbe essere così, ma non è detto. Non è necessario, dal mio punto di vista, essere per forza presenti ad ogni tornata elettorale. Faremo delle valutazioni politiche e territoriali, poi decideremo. Toglierei però quel virgolettato quasi ironico: noi vogliamo davvero portare novità, anche se facciamo o tentiamo di fare politica da un pó di anni.
Ci racconti come è iniziata la sua esperienza a Roma, negli ambienti della cosiddetta politica che conta?
È iniziata con la possibilità di lavorare al Ministero per le Pari Opportunità. In realtà avevo già collaborato con la Carfagna durante le ultime elezioni regioni. Dopo l’esperienza al Ministero, complici anche cambiamenti politici radicali, ho deciso di seguire il mio credo politico in Fli. Di queste opportunità devo comunque ringraziare Gianmario Mariniello e Italo Bocchino.
In che rapporti è con il famosissimo ex consigliere comunale di Frignano Italo Bocchino?
Con Italo Bocchino collaboro quotidianamente. Con lui si impara davvero. Capisci che la politica non è nulla di quello che avevi fatto fin’ora. È uno che ti da responsabilità e libertà di decidere. Ti lascia anche sbagliare insomma, ma in questo modo cresci e migliori.
Ogni tanto Mariniello ricorda di avere dei problemi con l’establishment della nostra zona, anche a causa del fatto di esprimersi correttamente nella lingua ufficiale italiana, ma in Fli sanno parlare tutti bene la lingua italiana? Oppure anche tra voi c’è qualche dirigente periferico che preferisce il vernacolo negli incontri ufficiali?
Saper parlare correttamente l’italiano, ritengo sia la "conditio sine qua non" per poter entrare in politica. Nessuna discriminazione ovviamente, ma se un consigliere comunale, in una città di 70mila abitanti, fa la differenza anche parlando correttamente in italiano, si renderà conto che un problema di classe dirigente inadeguata c’è. Non basta battersi la mano in petto. Per dirla con una citazione, "ogni paese ha i governanti che si merita". In Fli parlano tutti correttamente l’italiano. Di tanto in tanto c’è qualcuno che fa errori da penna rossa, ma nulla di compromettente.
Quali sono gli aversani che a Roma incontra di più, escluso Mariniello ovviamente?
Purtroppo non incontro altri aversani nella Capitale. Saranno evidentemente troppo impegnati a dividersi le briciole e comunque ci vuole capacità anche ad uscire fuori Aversa. Però consiglio a tutti di mettere piede fuori le mura normanne, almeno per vedere il mondo come se la cava.