Secondo la sentenza emessa 15 aprile 2011 la Corte di cassazione ha confermato la condanna per molestie nei confronti di 43enne di Pordenone che, in seguito a una lite sulla proprietà della terrazza, aveva iniziato a guardare insistentemente nelle finestre dei vicini, tanto da costringere questi a chiudere le tende. Oltre questo il soggetto 43enne aveva anche usato atteggiamenti arroganti
esibendo gesti schernitori e insultandoli. Per tali motivi era stato denunciato e successivamente il 31 marzo del 2010 il Tribunale di Pordenone lo aveva condannato per molestie a 600 euro di ammenda anche se l’imputato si era difeso sostenendo di aver agito in preda all’ira e quindi aveva invocato la scriminante. Tale tesi però, non ha incontrato il favore della sezione penale che hanno confermato la condanna di primo grado. Nella motivazione è possibile, infatti, leggere che “Non è poi idonea a scriminare la condotta del ricorrente la circostanza che fra la famiglia di quest’ultimo e le parti offese fossero insorte nel passato delle liti connesse proprio alla utilizzazione della terrazza, dalla quale esso ricorrente aveva posto in essere il comportamento sanzionato”.

Giovanni D’Agata
componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori