Sorbara una frazione di Bomporto in provincia di Modena è in subbuglio, perché lì ha deciso di vivere Egidio Coppola, 53 anni, detto “Brutos”, che ha recentemente finito di scontare sette anni di reclusione dopo la condanna avuta nel processo “Spartacus”. Fu a suo tempo accusato da alcuni pentiti di essere vicino al boss Francesco Schiavone “Sandokan”, prima ancora apparteneva alla Nuova Famiglia capeggiata da Antonio Bardellino.
Dopo che i sindaci della zona l’hanno saputo hanno detto chiaramente che si tratta di una persona “non gradita”, anche se la residenza nessuno ha potuto negargliela. Il sindaco di Bomporto Alberto Borghi, ha detto senza mezzi termini: “Questa persona non è gradita sul nostro territorio. Noi abbiamo attivato anche coi sindaci del distretto e col sindaco Pighi tutte le iniziative affinchè non sia mantenuta la dimora fissa e per evitare che sia mantenuta fissa la presenza di questa persona sul nostro territorio”, ha detto il sindaco, che sul punto ha avuto un incontro con il Procuratore della Repubblica di Modena Vito Zincani e con la pm Lucia Musti. “La presenza di un personaggio che è stato un membro di spicco dei Casalesi rischia di destabilizzare ciò che si era fatto negli ultimi anni a livello di azioni antimafia”, avverte il sindaco di Bomporto. “E questa è la preoccupazione di noi sindaci – aggiunge – quindi dobbiamo fare in modo, se possibile, di evitare che sia confermata la decisione del tribunale che questa persona deve restare sul territorio di Sorbara per cinque anni”. Coppola, che è ancora sottoposto a delle misure cautelari, è uscito dal carcere di Piacenza recentemente e si è recato nel modenese dove vivono da tempo la moglie e i cinque figli. Nel modenese sanno bene cos’è il Clan dei Casalesi, lì il sodalizio criminale ha una colonna che, anche grazie a soggetti locali, si è ben radicata sin dall’inizio degli a ni ’90. Lui dopo il clamore suscitato dalla sua presenza a Sorbara ha accettato di rilasciare un’intervista alla Gazzetta di Modena. «Ho scontato i miei anni in carcere. Per quello che ho sbagliato l’ho anche pagato . E se la pena deve riabilitare, non capisco oggi, che sono un uomo "quasi" libero, come scrivete voi, che sono riabilitato, perchè dobbiamo essere sottoposti a tutto questo . E’ un dolore che si fatica ad accettare. A Piacenza ho vissuto un po’, anni fa, quando decidemmo di lasciare la Campania. Sono stato sette anni a Follonica, poi per una questione vecchia di una dozzina d’anni mi hanno arrestato . Ero in carcere a Parma. Mia moglie e i miei figli nel frattempo hanno lasciato Follonica . Per essere più vicini a me , hanno preso la residenza, incluso il sottoscritto, a Camposanto, vicino a parenti. Ora abbiamo solo chiesto di spostare la residenza da Camposanto a Sorbara, dove abbiamo trovato casa in affitto». Spiega che la casa dove vive adesso: «L’ha trovato mia moglie. Non si trovava più bene a Bottegone, non aveva l’auto e il paese era troppo piccolo. Così ha chiesto e una signora le ha segnalato che c’erano questi appartamenti . Si è trasferita qua coi figli a dicembre. Sono uscito dal carcere a marzo . E, come mi pare normale, ho chiesto di poter stare con la mia famiglia. Sento parlare di rivolte. In realtà noi non conosciamo i sorbaresi, e i sorbaresi non conoscevano noi, prima di questo can-can dei sindaci» – poi chiosa – «Cerchiamo di rifarci una vita, ma questo passato continua ad inseguirci e a farci stare male (…) ho cinque figli non colpevoli di nulla . Che tre vivono con me e uno di loro è minorenne, e soffre pesantemente di questa situazione (…) ho deciso di andare via da là per dare loro una nuova opportunità, la speranza di una vita normale. Perché se tu resti là, i tuoi figli vivono in mezzo ai figli degli altri, di quelli. . .. A Follonica avevo un mestiere, lavoravo anch’io come artigiano edile . Ci hanno sequestrato tutto, anche i soldi che mia moglie guadagnava facendo le pulizie . . . Vorrei ricominciare, vorrei un’opportunità. In questa terra che si professa accogliente e di sinistra, che assiste stranieri venuti da lontano, non capisco perchè una persona che ha pagato i suoi debiti non possa avere accoglienza, accanto ai suoi famigliari» . Quando il giornalista Alberto Setti gli chiede come la sua famiglia si guadagna da vivere, lui risponde: «Siamo in grande difficoltà, non creda . Lavorano come muratori due dei miei figli. Anche mia moglie e io vorremmo essere messi alla prova, tutto qui». Brutos che attualemente è sottoposto al regime della sorveglianza speciale, fu accusato dai collaboratori di giustizia di essere l’esattore del Casalesi nella zona di Baia Domitia.

Di sp