mariniello gianmario fliDestra e sinistra? Categorie superate! È il mantra del momento. È cool. Fa figo. Fa molto antipolitica. E il messaggio sembra esser passato, nel senso comune. Ha fatto breccia. Eppure, io credo che questo luogo comune passerà. Nel senso che diventerà vecchio. Intendiamoci: specialmente in Italia, la Nazione degli ottomila comuni e dei mille e più Santi, esistono tanti di quei tipi di destra e

sinistra, al punto che c’è la destra di sinistra e la sinistra di destra e via con robe incomprensibili.

E così le differenze finiscono per sbiadirsi. E così esistono più free-marketer a sinistra che a destra, più filo-israeliani a destra che a sinistra, più statalisti a destra che a sinistra e più giustizialisti a sinistra che a destra. Che confusione!

Hayek disse che ogni scelta politica è un’opzione tra libertà e stato. Usando una visione libertaria va bene. Ma il bipolarismo non è libertari contro socialisti. E non esiste una destra mondiale e una sinistra mondiale.

Però esistono alcune certezze: la sinistra è ideologica. La destra no. E se si vogliono ricomprendere nella destra i due mostri chiamati fascismo e nazismo, a nessuno sfuggirà la loro radice socialista. Ergo un punto fermo lo abbiamo. L’ideologia nasce con la rivoluzione francese, con Dio sostituito dalla Dea Ragione (impersonata da una prostituta). Quella ideologia – come sempre – finì male: e vi fu la reazione autoritaria di Napoleone. La destra, quella europea, quella moderata, quella conservatrice in senso anglosassone, è pragmatica. Sempre patriottica, ha incarnato un sentimento popolare (il patriottismo, appunto), al punto da contagiare la sinistra. Basta vedere l’anniversario dei 15O anni dell’Italia, festeggiati quasi più da una sinistra un tempo internazionalista che dalla destra figlia (anche) del nazionalismo (che fu) esasperato.

La sinistra è ideologica, ci siamo. Quindi c’è un’idea che dovrebbe valere ovunque. Ed ecco perché la sinistra è tendenzialmente internazionalista. La destra è diversa. Non essendo ideologica si basa sull’esperienza e sulla Storia del proprio popolo, ben comprendendo le differenze che ci sono tra una Nazione e un’altra. La destra sa che il potere va limitato e che il mercato va lasciato libero di raggiungere la massima produttività. Ma sa anche bene che c’è uno spazio tra stato e mercato dove la destra gioca la sua partita, in termini di giustizia sociale, efficienza, e innovazione. La Sinistra invece ha il culto dello Stato come strumento per realizzare l’Ideologia, con l’iniziale maiuscola.

Poi c’è la realtà dei giorni nostri. La sinistra francese perde elezioni da un pezzo perché sembra fuori dalla Storia, lontana dalla realtà. Ma essendo ancora forte nelle elites che la condizionano, essa sembra non voler mai allontanarsi dalle idee che fanno molto anni ’70. Un discorso analogo per la sinistra tedesca.

La sinistra italiana non è capace di esprimere una visione per il futuro, perché l’Italia di oggi è il prodotto di sessant’anni di politiche di centrosinistra. Tolto il demone berlusconiano, la sinistra non ha mezza idea.

In Spagna Zapatero ha riportato il Paese indietro alla Guerra civile e ha visto il suo Governo come un’occasione di rivincita: risultato? La Spagna è in ginocchio e lui si è ritirato. Il grigio Rajoy vincerà le prossime elezioni non certo per meriti suoi.

Discorso diverso per il Labour. Si tratta della sinistra più moderna dell’Europa. Grazie alla Thatcher, secondo me, che li obbligò a spezzare la cinghia che legava la sinistra inglese alle Trade Unions. A ogni modo Tony Blair è stato l’ultimo politico di sinistra di spessore che si ricorda. Fu realista, concreto, equilibrato. Non ideologico. Insomma non di sinistra, direbbero alcuni. Specie a sinistra.

E arriviamo a Obama. Messia per alcuni, cool per quasi tutti, mito della sinistra occidentale. Eppure oggi sembra avere più credito tra gli europei che tra gli americani. Alla prova del Governo ha deluso. Il ruolo degli Usa nel mondo è in declino, il debito pubblico è alle stelle, l’occupazione ai minimi e gli americani già lo hanno bocciato. Ideologico su una riforma sanitaria bocciata dagli americani e piaciuta agli europei che però non pagano la Sanità USA, Obama ha deluso i radical, i liberal e pure i centristi. Un disastro, insomma. E nel 2012 rischia.

Discorso diverso per Cameron. Ha preso le distanze dalla Thatcher, ma senza l’Iron Lady non avremmo avuto né lui né Blair. Travolto dallo scandalo Murdoch, resta la sua Big Society: altro non è che un rifiuto netto e chiaro della Big Society di Lyndon Johnson o il Big Government tanto caro alla sinistra occidentale. Una visione pragmatica, fondata sull’uomo della main street, sul consumatore, sull’uomo attore e creatore del libero mercato. Una visione molto inglese, ma anche capace di indicare una prospettiva riformatrice per il futuro di un Paese oggi in crisi.

Chiudiamo con l’Italia. Zero elaborazione culturale a sinistra, meno uno a destra. Si vive di attualità politica e nessuno possiede non dico una visione per il futuro, ma una strategia. E così si galleggia. E così si perdono le elezioni. E così i Governi non governano. E così l’Italia cola a picco. In questo i governi di destra e di sinistra si assomigliano, dando ragione a chi grida che “sono tutti uguali”.

Gianmario Mariniello (dal blog Vision)