L’assessore all’igiene urbana avvia la raccolta differenziata in altre tre zone della città, ma nel parco Argo a quasi trenta giorni dalla partenza avvenuta il 30 di maggio il servizio non decolla. Creando uno spettacolo indecoroso nelle strade del quartiere residenziale, utilizzato come apripista, sommerse ogni giorno e ad ogni angolo da cumuli più o meno voluminosi di rifiuti. Perché? Abbiamo posto

la domanda agli operatori ecologici addetti al prelievo che hanno individuato due precise ragioni. “Innanzitutto –affermano- c’è la mancata collaborazione dei cittadini, poi la mancanza di contenitori dedicati rispettivamente all’indifferenziata e al multimateriale”. “Perché –sostengono- basta guardarsi intorno per rendersi conto che la gente deposita di tutto nei contenitori marrone, destinati all’organico, senza tenere conto dei giorni, impedendoci di scaricarli negli automezzi quando passiamo per prelevare l’umido”. “Così i contenitori si riempiono di rifiuti assimilabili all’indifferenziato e –aggiungono- non essendo in grado di contenere tutto quanto, avendo l’indifferenziato giorni di prelievo diversi dall’umido, si creano cumuli di spazzatura sui marciapiedi tra i quali noi dobbiamo scavare per scartare, quando possibile, l’umido dall’indifferenziato”. Da qui la presenza costante di rifiuti sui marciapiedi del parco Argo nonostante la differenziata sia partita dal 30 di maggio. Come risolvere il problema? Innanzitutto con l’intensificazione dei controlli, necessari a sanzionare gli inadempienti. Poi si potrebbe fare uso di un suggerimento del WWF che fa coppia con quanto affermato dagli addetti al prelievo. “Abbiamo notato -–dicono Francesco Autiero presidente WWF Agro aversano e Alessandro Gatto presidente regionale WWF Campania- che attualmente il servizio, laddove è partito, è dotato di un solo contenitore con su scritto “organico” che deve accogliere la frazione putrescibile o biodegradabile dei rifiuti solidi urbani”. “Siamo convinti –continuano i due esponenti del WWF- che il servizio di raccolta differenziata debba avvalersi di altre due tipologie di contenitori, uno giallo per la plastica e multimateriale riciclabile ed uno bianco per carta e cartone, evitando la pratica di dover lasciare per terra i sacchetti differenziati che sono preda di animali randagi e imbrattano comunque il suolo cittadino in maniera insostenibile”. “Inoltre –aggiungono- per ottimizzare le spese sarebbe opportuno applicare un secondo adesivo con la scritta “indifferenziato”, indicante i giorni di conferimento, sul contenitore dove oggi c’è scritto “organico”, in modo da utilizzare lo stesso contenitore che possa accogliere un giorno l’umido ed un altro giorno l’indifferenziato, così come recita il calendario già consegnato alle famiglie”.

ANTONIO ARDUINO