Egregio Direttore, chi le scrive (e non la prima volta, se ricorda) è un aversano da tempo residente fuori città, ma a cui sempre sono state e sempre saranno a cuore le sorti della Patria normanna. Ho letto con apprezzamento il suo breve ma incisivo intervento sulla questione del nuovo Tribunale che si inserisce pienamente nell’ottica del suo web-giornale, caratterizzantesi per una appassionata campagna, direi quasi “missione”, così riassumibile: dare unità a tutti i territori della Liburia Campana e riconoscere alla città di Aversa il titolo che le compete di capoluogo storico, economico, amministrativo di questa importantissima area.
Bene: sappiamo come la miopia, la lentezza, la vischiosità della politica locale abbia ineluttabilmente fatto perdere ad Aversa il treno della liberazione dall’asservimento a Caserta; e tutti sappiamo come l’appartenenza dell’agro aversano a questa ibrida e artificiale provincia ne ha aggravato senza alcun dubbio le problematiche; ma ormai la provincia di Aversa è una pia intenzione, naufragata per sempre, è inutile piangere sul latte versato.
Ho sperato che la riorganizzazione delle province varata dal governo Monti potesse avvenire sulla scorta di quanto era davvero necessario all’ intera regione Campania: una ridistribuzione dei confini che tenesse conto dell’enorme peso gravante su Napoli e sulle province limitrofe, peso che in termini demografici è tra i più elevati del pianeta: speravo personalmente che eliminando inutili e insignificanti province interne (Benevento in primis, magari anche Caserta !) si potesse invece creare una nuova circoscrizione territoriale comprendente l’Aversano e il Nord Napoli, liberando la futura Città metropolitana partenopea da una pressione insostenibile (facendo rientrare nella Città Metropolitana i soli comuni confinanti con Napoli) ; lo speravo, così non è invece stato perché il tabu avverso alla creazione di nuove province è ormai consolidato. Tuttavia, la nuova geografia giudiziaria delineata nelle ultime settimane sembra ammiccare a questa possibilità e suggerire e convalidare l’idea, sua e mia, di riunire gli interessi dell’Agro aversano a quello dei limitrofi comuni del Napoletano. Occorre senza indugio cogliere questa possibilità: guai se si prestasse ascolto allo sterile piagnisteo sammaritano e casertano tendente a trattenere la Liburia aversana sotto la loro giurisdizione. Non è questione di campanile: è realtà geografica, sociale, urbanistica: Aversa, Casal di Principe, Giugliano, Fratta, Sant’Antimo, Caivano, sono un’unità geografica indissolubile; farneticante l’intervento di un alto papavero sammaritano il quale ha parlato di mancanza di comuni legami tra Aversa e il Napoletano: come se dovessimo sentirci più legati ai ciociari di Rocca d’Evandro o ai molisani di Piedimonte che non a Fratta o Giugliano ! Quest’individuo non conosce storia e geografia, così come la maggior parte dei papaveri casertani, strenui difensori di una provincia “monstruum” che pretende di unire Sannio e Liburia, ben supportati peraltro dai nostri indecorosi politici aversani, la cui massima ambizione, quando non impegnati nelle loro guerricciole feudali, è stata quella di occupare qualche scranno importante di Corso Trieste (senza manco riuscirci perché tutti sanno che la Provincia di Caserta è in mano ai “marcianisani”). Fortuna che, almeno in extremis, il duo Giuliano-Sagliocco si sia fatto furbo ed abbia posto, finalmente libero dai condizionamenti filocasertani, la questione dell’allocazione nella città normanna del nuovo Tribunale. E’ qui il punto ed è qui che dissento da lei, per quanto esposto nel suo breve intervento sul Corriere di Aversa/Giugliano. Dissenso che così le sintetizzo (scusandomi anzi per la mia logorrea, ma non è facile trovare interlocutori su questi temi; gli aversani, si sa, su certe questioni dormono lunghi sonni): 1: sono convinto che Aversa e Giugliano (escludo Marano che non è che un paesone) siano entrambe meritevoli di questa sede; tuttavia non c’è dubbio che sia la nostra città di Aversa, per storia, per posizione geografica, per la sua intrinseca natura di capoluogo di una vasta area che debba ottenere questo prestigioso risultato, anche a titolo di risarcimento per quanto le è stato negato come capoluogo di provincia. Rispetto Giugliano: ma non sarà la sua enorme mole demografica, dovuta come si sa, esclusivamente alla massiccia immigrazione da Napoli, a poterle fare conseguire un titolo maggiore rispetto ad Aversa. La Città di Aversa e non altre merita il Tribunale. Su questo non può esserci dubbio: se dobbiamo soggiacere ad una maggiore nobiltà, allora sarebbe più accettabile rimanere sotto Santa Maria , che almeno ha una tradizione giuridica secolare !
2: muoia il casertacentismo: bene; ma lei aggiunge: muoia il napolicentrismo: non sono d’accordo. In questo momento, Aversa non ha altra scelta che di accorparsi con Napoli. Piacerebbe anche a me, l’ho detto, una bella provincia di Aversa-Giugliano: ma così non sarà, non potrà mai essere; e allora, piuttosto che morire casertano, preferisco Napoli, cento volte Napoli. Aversa ha la sua storia, le sue tradizioni, ma molteplici legami la uniscono a Napoli e al suo hinterland, dai servizi pubblici al prefisso telefonico. Assurdo pensare che nella Città Metropolitana di Napoli possano rientrare Sorrento o Capri e non Aversa che dista 5 km. dalla metropoli ! Assurdo, antistorico, antigeografico. Obiezione: così saremmo interamente assorbiti dagli interessi di Napoli. Risposta: proprio l’assegnazione del Tribunale, unita a tante funzioni e servizi che già la nostra città possiede, dalle sedi universitarie all’INPS, dai tantissimi istituti scolastici alle importanti stazioni ferroviarie, dalla sede diocesana alla presenza a di tanti avamposti di pubblica sicurezza, faranno di Aversa il punto di riferimento di tutta la zona Nord della Città metropolitana; il sindaco di Aversa sarà l’interlocutore obbligato e privilegiato dell’omologo partenopeo; e comunque trarremo maggiori vantaggi dall’appartenenza ad un contesto metropolitano piuttosto che ad una ibrida “periferia dell’impero”, come resterà per sempre la provincia casertana.
In conclusione, quindi, le chiedo di associarsi alla mia personale “battaglia”, per ora condotta, purtroppo, con il solo mezzo della comunicazione virtuale, volta a stimolare negli aversani la richiesta ai propri politici di una nuova collocazione amministrativa di Aversa e dell’intero Agro che, rispettando l’incontrovertibile realtà (qualcuno mi dimostri che geograficamente l’Agro Aversano non appartenga alla conurbazione napoletana !) possa finalmente ridare unità -seppure sotto la grande ala della Città Metropolitana di Napoli a tutta la LIburia, oggi assurdamente divisa da un antistorico confine provinciale (se l’immagina ancora lei un domani Frattaminore e Orta di Atella -strade e vicoli in comune- una nella Città di Napoli e l’altra nella campestre provincia casertana ?).
AVERSA unita a NAPOLI: solo così ritroveremo unità, dignità, possibilità di sviluppo.
Sarei molto contento della sua adesione a queste mie idee, ma sono sempre pronto a rispettare le sue, perché animate comunque dall’unico e grande amore per la nostra patria normanna.
Con simpatia.
Angelo Petrarca
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Gentile sig. Petrarca, sono sostanzialmente d’accordo con lei, anche se non credo che Giugliano sia solo demograficamente considerevole: è il terzo comune della Campania, il quinto d’Italia per estensione territoriale, e quell’elmo di Scipio di cui l’Italia si è cinta la testa, diciamo così, loro lo conservano (senza valorizzare un bel nulla) sulle rive del Lago Patria, a Liternum dove Scipione è sepolto. I politici di Aversa e Giugliano sono miopi anzichè fare fronte comune non si conoscono nemmeno tra loro.
Con cordialità sp