Come molti altri del Clan anche lui voleva trasferirsi a Modena
Carmine Schiavone, il giovane reggente dei Casalesi guadagnava su tutto. dal noleggio dei video-poker, ai fitti delle abitazioni degli americani della base di Gricignano di Aversa, fino a un accordo con i terroristi Islamici. Carmine Schiavone, è il terzo figlio del boss Francesco detto Sandokan. Secondo le accuse componenti di cellule terroristiche che avevano preso parte a fatti di sangue, attraverso un patto con Nicola Schiavone, avrebbero avuto nascondigli sicuri nella zona aversana. Inquietante presenza non nuova ad Aversa, dove in passato terroristi del Gruppo Salafita, nel giuglianese avrebbero trovato stamperie per i loro documenti falsi, in un’altra inchiesta fu arrestato anche un dipendente del comune di Aversa che forniva ausilio per la falsificazione delle identità e un imprenditore di Villa di Briano, fu indagato per aver stipulato contratti di lavoro fittizi. “Schiavone mi disse di aver incontrato questi terroristi e mi disse che sarei dovuto essere io il contatto diretto con queste persone, mentre lui si sarebbe trasferito a Modena, per sviare le indagini nei suoi confronti. Poi sono stato arrestato e quindi non se ne è fatto più nulla”, dice a novembre del 2011 il collaboratore di giustizia, ex affiliato ai Casalesi, Roberto Vargas.
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