La professoressa lo ha ripreso in classe e lui il giorno dopo è tornato con una pistola ad aria compressa e durante l’intervallo le ha sparato da distanza ravvicinata una decina di pallini. Protagonista, in un istituto superiore di Riolo Terme, nel Ravennate, un 20enne di Imola (Bologna), indagato a piede libero per lesioni volontarie aggravate e sospeso da scuola per 15 giorni.

L’insegnante, colpita alle spalle, ha riportato lesioni lievi. L’episodio, conosciuto ora, risale del 19 gennaio. Un fatto gravissimo non si capisce come mai le autorità preposte e non solo quelle scolastiche, non abbiano emesso misure che tutelino maggiormente l’incolumità del docente, è possibile far avvicinare chi ha puntato un’arma nei confronti di una persona alla stessa e nel giro di così breve tempo? Questo individuo non è un bambino, ma un uomo adulto maggiorenne e capace di intendere e di volere, si fosse trattato di un bimbo, o comunque di un minorenne, sarebbe stato ovvio presuppore anche che non si fosse reso conto del suo gesto, ma certe scusanti sono valide per i bambini e non per i maggiorenni. Per la legge italiana a 20 anni si è uomini adulti. Il Questore, il Prefetto ed il Procuratore della Repubblica di Ravenna se ne sono resi conto? Chissà se quando ci sarà il processo l’Avvocatura dello Stato di Bologna si costituirà parte civile come è suo dovere fare, altrimenti chi rappresenterà l’ufficio danneggiato, quello di docente della Scuola Statale?
Maestre e Maestri, Autoconvocati, di Parma e Provincia

 

http://www.facebook.com/pages/Corriere-di-Aversa-e-Giugliano/283505488416630

http://www.facebook.com/pages/Occhio-Su-Parma/202451576519330