diana giuseppe Le affermazioni del pentito Carmine Schiavone relative a Don Giuseppe Diana, prete ucciso nel ’94 dalla camorra, rilasciate durante il processo a carico dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, hanno comportato un’immediata reazione da parte della famiglia del sacerdote. Schiavone ha detto: “Nel 1991 Cosentino mi chiese di coinvolgere il prete, quindi chiesi a Don Peppe Diana di appoggiarlo per le elezioni provinciali. Il prete portava molti voti, se non si fosse interessato sarebbero arrivate meno preferenze”.

Le parole del boss hanno riaperto la ferita dei familiari che persero prematuramente il loro congiunto, assassinato proprio a causa della sua lotta anticamorra. Emilio Diana, fratello della vittima affranto da questa nuova aggressione ha deciso di procedere legalmente. Immediate le reazioni da parte dei rappresentanti dei gruppi impegnati nelle attività antimafia sul territorio che negli anni hanno abbracciato la causa di Don Peppe.
Don Stefano Giaquinto, parroco di Casagiove ha dichiarato: “Provo solo indignazione per questo tentativo di coinvolgere in un processo politico la figura di don Diana, lo devono lasciar stare. Ha dato la vita per difendere quello in cui credeva. E’ un martire della Chiesa”.
Valerio Taglione, coordinatore del Comitato Don Peppe Diana ha detto: “Chi attacca la memoria di don Diana vuole delegittimare tutto il movimento anticamorra che nel suo nome sta cercando di cambiare questi territori”. Numerose le testimonianze di affetto nei confronti della mamma Iolanda di Tella, che ha chiesto addolorata e con flebile voce a chi le ha fatto visita: “Perché ancora tutto questo? Perché non gli fanno trovare pace a quel figlio mio?”

 

Ester Pizzo

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