Quanti molisani son costretti a lasciare casa, a cercare altrove la possibilità di realizzare un progetto di vita soddisfacente, per avere un lavoro dignitoso che dia loro la forza di metter su famiglia, di far crescere dei figli? Troppi. Finita l’epoca del posto fisso, adesso “pagano” le idee. Siamo passati da un’epoca dove si veniva pagati per il semplice “essere” in un determinato posto di lavoro, a un’altra dove se non produci, inventi, crei, non riesci ad avere un reddito.
Chi è cresciuto nella vecchia epoca non può capire la nuova. Ma serve anche un tessuto sociale, economico e culturale favorevole a questa nuova epoca. Abbiamo bisogno di un’università più collegata con il mondo del lavoro, che diventi sempre più “acceleratore”, cioè creatrice di start-up e quindi di nuove imprese. I soldi sono pochi: vanno dati agli Atenei che offrono concrete opportunità di formazione e lavoro ai nostri giovani. Il pezzo di carta – da solo – non basta più. Per far ciò abbiamo bisogno anche di liberare i giovani dai costi di costituzione delle SRL, come nel resto d’Europa. Serve una legge semplicissima che preveda la possibilità per cooperative di giovani laureati e ricercatori di gestire – con agevolazioni fiscali – il patrimonio artistico, culturale naturalistico del Molise, puntando su valorizzazione, promozione e sviluppo del turismo. Tutte misure a costo zero. Tutte misure di buon senso che chiunque giovane presenterebbe appena entrato in Parlamento.
Ma non bastano le leggi. Serve un nuovo atteggiamento, serve una nuova politica: che metta al centro della vita sociale ed economica dell’Italia la concorrenza e non più la “pastetta”, che dia ai più giovani la possibilità di farcela, a chi è “bravo” e non al “figlio di, amico di, raccomandato da”.
L’Italia merita una pubblica amministrazione trasparente, che non sia più un porto delle nebbie utile solo ai “colletti bianchi”, che non ostacoli chi vuole creare nuove imprese, nuove opportunità di sviluppo e nuovi posti di lavoro. E serve una politica, una vita pubblica che metta al centro la moralità e non la furbizia, l’esempio e non più il sotterfugio, una politica che sia un luogo dove “dare” un servizio al Paese e non più dove “prendere” soldi dei cittadini per il proprio tornaconto personale.
Il 24 e 25 febbraio si decide il futuro della nostra Nazione. Dobbiamo essere fieri e orgogliosi di essere italiani, nonostante tutto e tutto. E per scrivere una nuova storia per il nostro amato Paese, dobbiamo scegliere e puntare su persone nuove, coraggiose, con lo sguardo rivolto al futuro, ai nostri figli e ai figli dei nostri figli. Il Molise e l’Italia meritano di più.
Gianmario Mariniello
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