Beni per un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dagli agenti della squadra mobile diretta dal vicequestore Alessandro Tocco e dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Napoli a Massimo Di Caterino. Gli investigatori hanno eseguito un provvedimento emesso dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia.

Il sequestro è relativo al delitto “di attribuzione fittizia di beni e utilità commesso avvalendosi della forza intimidatrice e delle condizioni previste dalla associazione mafiosa”. Le indagini hanno inoltre evidenziato il ruolo di altre due persone, rispettivamente amministratore e socio di una concessionaria di auto indagate per favoreggiamento personale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa per avere favorito Di Caterino consegnandogli somme di denaro, giustificate quali corrispettivi di un rapporto di lavoro rivelatosi fittizio. Di Caterino fu arrestato dopo un lungo periodo di latitanza il 6 ottobre dell’anno scorso dalla squadra mobile, viene ritenuto dagli inquirenti un elemento di riferimento del clan Zagaria. I beni sequestrati sono costituiti da 11 appartamenti situati a Casal di Prinicipe, Orta di Atella e San Cipriano d’Aversa, un terreno e tre auto.

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Di red