L’ex boss del clan dei casalesi, diventato collaboratore di giustizia dal 13 maggio, ha esordito durante la ricostruzione sul sistema di gestione degli appalti, davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con: “Ho iniziato la collaborazione per avere un futuro migliore, per dare una svolta alla mia vita”, e ha continuato poi asserendo: “Ho commesso tanti omicidi, non li ricordo tutti”.
Raccontando come si svolse la cerimonia che segnò il suo ingresso nel clan: “Fui affiliato al clan dei Casalesi con la pungitura nel 1985, lo stesso giorno dell’omicidio Di Nuvoletta … ad affiliarmi furono Antonio Bardellino e Vincenzo De Falco. Mi punsero un dito e fecero cadere alcune gocce di sangue su un santino. Pronunciai un giuramento le cui parole esatte non ricordo, ma nel quale mi impegnavo a non tradire il clan”.
Il pentito che è stato sentito in teleconferenza al processo in cui è imputato, tra gli altri, l’ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi, in merito ai rapporti con gli imprenditori, confessa: “All’inizio noi non li cercavamo; aspettavamo che fossero loro, gli imprenditori, a fare i primi passi per gli appalti, dopo di che li interpellavamo. Poi furono loro a scegliere noi: ognuno cercava un riferimento con qualcuno di noi”.
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