L’Associazione “Bagnara che vive”, con sede a Castel Volturno, è intervenuta precedentemente agli ultimi gravi episodi di violenza verificatisi in città, per scongiurare si verificasse tutto quello che poi effettivamente  è avvenuto con danno alla quiete, alle abitazioni, alle autovetture e all’immagine dell’intera area di riferimento.

Nel 2013 il portavoce dell’Associazione ha depositato presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere un esposto a firma di oltre cento soggetti interessati i quali sentivano l’esigenza di denunziare lo stato di totale abbandono in cui versava il Comune di Castel Volturno ed in particolare le località di Bagnara e Pescopagano.  

Tale esposto, che “dorme” in Procura da oltre un anno (R.G.N.R. 2334/13 Mod.45 assegnato al P.M. P. Dongiacomo), nonostante diversi solleciti, fu inviato per conoscenza anche al Prefetto di Caserta, nella speranza di un coordinamento delle forze comuni e di un coordinato programma di intervento.

Non solo, ma in diverse occasioni si è richiesto al Prefetto di Caserta un incontro con i rappresentanti dell’Associazione, proprio al fine di chiarire i motivi di tale disperata richiesta di intervento, ma gli inviti sono restati assolutamente inascoltati. Eppure nell’esposto si evidenziava l’assoluta impossibilità delle Forze dell’Ordine di gestire con i pochi elementi a disposizione un territorio così vasto, dove la criminalità è quotidianamente sotto gli occhi di tutti.

“Bagnara che vive”, già da tempo preannunciava che, a fronte del totale disinteresse di tutti gli enti amministrativi e delle forze politiche, il precario equilibrio tra le persone di diverse etnie residenti in loco, sarebbe presto crollato, come effettivamente è avvenuto. In assenza di uno Stato precostituito e riconosciuto, era inevitabile si sarebbe iniziato a “far giustizia da soli”, risultato della tipica espressione di uno Stato assente e di una regressione sociale allarmante, che sfocia nella violenza indotta dalla esasperazione.

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