Questo fine settimana a diventare scenario di risse da giungla urbana ad Aversa, è stato anche il Parco Coppola. Subito dopo la mezzanotte di sabato, si sono scontrati nei pressi del bar ‘Le Bistrot’, due bande di adolescenti violenti.
I due gruppi da quanto è emerso dai racconti di alcuni presenti, “rappresentavano” Casal di Principe e San Marcellino, i rispettivi comuni di appartenenza, in una guerra all’egemonia tipica dei contesti degradati a quali i giovani hanno probabilmente attinto, per esibirsi nel può orribile degli show. Non è bastata la morte di Emanuele di Caterino, il 14enne ucciso nello stesso posto nell’Aprile del 2013, con una coltellata al cuore, a fermare i bulletti.
Questi teppistelli senza amore per la vita e senza interesse per quello che la socializzazione può regalare, si danno appuntamento sul web, spesso sui social network, per poi affrontarsi e sfidarsi all’ultimo pugno. Bulli che invece di utilizzare la fantasia per essere produttivi e per affrontare la vera sfida, quella del cambiamento positivo della loro terra, adoperano l’immaginazione per ridursi ad idolatrare delinquenti che, nella migliore delle ipotesi finiscono dietro le sbarre.
Per cercare di arginare questo fenomeno, c’è la necessità a monte dell’interessamento alla formazione dei giovani da parte delle rispettive famiglie, intanto l’amministrazione dal 2013, dopo la morte di Emanuele Di Caterino, per evitare tristi epiloghi ha disposto una pattuglia notturna della polizia municipale fino alle 3.00 del mattino nelle serate di venerdì, sabato e domenica. Il primo cittadino della città normanna, ha chiesto però più volte che vi fosse un coordinamento delle diverse Forze dell’Ordine, poiché il problema non è solo aversano, vista la provenienza della maggior parte dei giovani.
{fcomment}.