Continuano su tutti i fronti le indagini per comprendere chi abbia abusato della piccola Fortuna Loffredo, la bambina di 6 anni di Caivano, volata giù dal balcone di uno stabile al Parco Verde. Dal 24 giugno, data della morte della piccola, ad oggi, molti sono stati  i controlli e gli esami condotti per cercare di individuare la mano criminale che si nasconde dietro al decesso e agli abusi subiti dalla bimba.

Fortuna, secondo i medici era stata sottoposta ad abusi sessuali cronici e, da quanto diagnosticato dai dottori del centro di riabilitazione di Aversa, presso cui la bimba era in cura, soffriva di disturbi dell’attenzione, di ritardi nell’apprendimento scolastico e immaturità psicoaffettiva.

Uno specialista dell’Asl, le aveva prescritto logopedia e psicomotricità con frequenza bisettimanale, mentre il 20 maggio scorso, un mese prima della morte, a una visita di controllo i sanitari le avevano riscontrato «instabilità motoria ed attentiva, scarso rispetto delle regole e dei ruoli, intolleranza alle frustrazioni con etero aggressività». Gli inquirenti ritengono che ci sia un collegamento diretto tra i disturbi riscontrati e le violenze subite. Nel frattempo alcuni esperti sono stati incaricati di analizzare i disegni realizzati dalla piccola sia a scuola che a casa, sequestrati nelle scorse settimane.

Viene per il momento esclusa l’ipotesi dell’unificazione del fascicolo sulla morte di Fortuna, con il fascicolo sulla morte di Antonio di 3 anni, avvenuta con molte similitudini un anno prima nello stesso stabile.

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