L’atteso spettacolo “Viviani …. e non solo”, ideato e interpretato da Antonio Buonomo, artista della tradizione napoletana, in programma giovedì 8 gennaio 2015, alle ore 18, presso il teatro dell’Ospedale Psichiatrico “F. Saporito” di Aversa, rappresenterà anche un omaggio a Pino Daniele.
Il doveroso tributo a uno dei cardini della musica internazionale, a un pezzo di cuore della nostra Napoli, è stato fortemente voluto da Buonomo in piena sintonia con i promotori dell’evento, l’Associazione CASMU e PulciNellaMente, che da alcuni anni non hanno lesinato energie pur di testimoniare una solidarietà concreta – piuttosto che evocata – agli internati della struttura penitenziaria normanna cui la vita purtroppo ha riservato sofferenza e disperazione.
Antonio Buonomo ha avuto il privilegio di seguire Daniele fin da giovanissimo e l’improvvisa quanto dolorosissima scomparsa lo ha fortemente addolorato come traspare da questo suo personale ricordo: “Addio Pinotto, così ti chiamavo da ragazzo. Ti ho visto muovere i tuoi primi passi nel mondo della musica e mi vanto di essere stato uno a cui hai chiesto il parere su quello che scrivevi. Non ho mai avuto dubbi sulla possibilità che avresti avuto un grande successo e fui uno dei primi a dirtelo. Hai fatto grandi cose e se il nostro orgoglio. Così come altri grandi artisti che se ne sono andati prima di te, lasci un vuoto incolmabile in tutti noi, cià guagliò”.
“Non immaginavamo neanche lontanamente – dichiarano il coordinatore Mario Guida e il direttore di PulciNellaMente Elpidio Iorio – di realizzare lo spettacolo “Viviani …. e non solo” nelle ore in cui si celebra il funerale di Pino Daniele alla cui arte – che resterà eterna – tutti noi ci inchiniamo. Dopo l’iniziale sconforto, sentendoci con Antonio Buonomo – che come si può immaginare è fortemente provato – abbiamo deciso che l’occasione dello spettacolo sarebbe stato propizia per tributare un immediato omaggio a Daniele. Il contesto dell’OPG, con i suoi ospiti segnati dalla sofferenza ma per nulla disposti a perdere la speranza, ci siamo detti è il luogo che Daniele avrebbe sicuramente gradito per essere ricordato perché lì più che altrove ci sono quei valori che nella sua opera ha più volte evocato e tutelato”.
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