L’abusivismo edilizio è un piaga che nell’Aversano coinvolge centinaia di migliaia di persone, solo nel comune di Casal di Principe, sono presenti oltre 1200 immobili costruiti senza autorizzazioni amministrative, situazione analoga nei vicini comuni di San Cipriano d’Aversa e Casapesenna.

Nei tre centri infatti, si racchiude la percentuale maggiore di abusi edilizi realizzati negli ultimi decenni, senza alcun controllo da parte delle autorità preposte. Il fenomeno di devastazione ambientale non ascrivibile nelle sole responsabilità dei cittadini, è un complesso e radicato problema che si fonda sull’inefficienza di numerose classi dirigenti e sulla corruzione che, dall’ultimo dopoguerra ha comportato la cementificazione indiscriminata di una vasta area territoriale. Il quadro delle illegalità commesse è pertanto assai variegato, e proprio dalla restituzione della legalità e della trasmissione della stessa in un’ottica piramidale, che sono state avviate procedure atte a garantire il rispetto della legge, e al tempo stesso la non semplice riconsegna alla popolazione delle abitazioni di necessità.

Al momento il comune più attivo a riguardo, è quello di  Casal di Principe, il cui sindaco Renato Natale ha ribadito quanto promesso in campagna elettorale: “Ho sempre detto ai cittadini che ci saremo impegnati per trovare una soluzione, ma non che sarebbe stato facile trovarla, posso assicurare che stiamo lavorando duro per risolvere il problema”. Un grattacapo, ancora più sentito con la recente chiusura dell’iter partito nel 2008 che ha formalizzato ben 9 ordinanze di abbattimento di immobili presenti sul suolo comunale.

Per cercare di risolvere la situazione sono al vaglio due possibili misure. Una si avvale della legge regionale numero 5 del 2013, che consente per i comuni in dissesto finanziario, come quello di Casal di Principe, di vendere o fittare l’abitazione, traendone un profitto per le casse comunali. Procedura che prevede in primo luogo l’acquisito e il risanamento della stessa, concedendo la priorità nella vendita o nell’affitto al vecchio proprietario, qualora questo non fosse in possesso di un’altra abitazione. La legge regionale ovviamente impone dei vincoli da rispettare, ed attualmente una commissione comunale speciale è stata istituita ad hoc per esaminare l’applicabilità nei differenti casi.

La seconda alternativa presa in considerazione, molto più intricata porterebbe portare a dei risultati, a detta degli amministratori locali, ma in tempi decisamente lunghi. L’amministrazione sta infatti dialogando con il governo, per cercare di trovare una soluzione alla doppia conformità della concessione in sanatoria per le opere eseguite senza titolo abilitante, appellandosi al decreto Salva-Italia. Renato Natale si dice, intanto, aperto ad accogliere qualsiasi altra proposta che nel rispetto della legge sia utile alla risoluzione della tortuosa faccenda.

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