lino renzi - il cannibale di salernoIn Campania le uscite dagli ospedali psichiatrici giudiziari, per i residenti in regione, cominceranno solo dalle prossime settimane, quando diventeranno pienamente operative le strutture istituite dalla legge che, prevede la completa dismissione degli Opg.

La maggior parte dei ricoverati, dovranno essere ospitati presso le strutture residenziali socio-sanitarie chiamate Rems – “Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza”, nella quali sarà garantita un’assistenza solo di tipo sanitario. Il preoccupante problema resta dove collocare gli ex internati più pericolosi, come per esempio Lino Renzi, rinominato “il cannibale di Salerno”, che nel luglio 2013 uccise e smembrò sua madre, Maria Pia Guariglia di 77 anni, mangiandone il corpo dopo l’assassinio. Renzi, come altri internati nell’Opg di Aversa è stato riconosciuto, dopo essere stato sottoposto a perizie psichiatriche, soggetto socialmente pericoloso. Come lui, tanti altri internati rappresentano un pericolo per la pubblica sicurezza, un altro esempio è M.d.M, 32enne ritenuto autore delle minacce all’ex Sindaco di Salerno. L’uomo, il 26 novembre 2013 avrebbe fatto ritrovare una testa di maiale nell’androne del palazzo dove abita Vincenzo De Luca, per poi impossessarsi di un minibus ed essere bloccato dopo alcuni chilometri di inseguimento dalle forze dell’ordine. 

La sorte di tutti i malati di mente socialmente pericolosi, resta dunque ancora da chiarire in queste settimane concitate. La paura è che potrebbero essere accolti in strutture prive delle adeguate misure di sicurezza che, renderebbero difficile il controllo dei degenti mettendo a rischio la vita di innocenti. 

Ester Pizzo

 

Nella foto Lino Renzi “il cannibale di Salerno” e sua madre Maria Pia Guariglia

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