Continuano le indagini che hanno portato al sequestro del centro commerciale Jambo e a 28 ordinanze di custodia cautelare. Mentre è ancora caccia aperta all’ormai ex sindaco di Trentola Ducenta, Michele Griffo, emergono altri elementi dalle dichiarazioni di Emilio Di Caterino, collaboratore di giustizia ed ex cassiere del clan dei Casalesi.

Il pentito, interrogato sui rapporti tra i Bidognetti, Michele Zagaria e l’amministratore del Jambo, Alessandro Falco, ha raccontato di un episodio risalente a circa dieci anni fa, quando i Bidognetti erano interessati ad acquisire un terreno di circa 2000 metri quadri ubicato in una zona a ridosso del centro commerciale, con l’intento di costruirci una casa per la famiglia criminale.

In quel periodo anche Falco era interessato a quel terreno per farne invece un parcheggio per il Jambo, e questo portò ad attriti che si conclusero – secondo Emilio Di Caterino – con delle intimidazioni per nulla velate ai danni del patron del centro commerciale.

Lorenzo Ventre, uno degli uomini dei Bidognetti  infatti, secondo le ricostruzioni del Di Caterino, dopo aver minacciato Falco ordinandogli di abbandonare il progetto di acquisto, lo appese a testa in giù per lo sgarro che aveva osato fare al suo capo. Un episodio che avrebbe potuto rovinare i rapporti tra Bidognetti e Zagaria, ma che si concluse con  un chiarimento e con le successive scuse di Ventre.

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