Le indagini sull’omicidio di Maria Migliore, la casalinga uccisa e arsa in un Doblò nella notte tra il 16 e il 17 novembre scorso, in via Toriello Separiello, hanno portato ad un altro importante sviluppo.

Dopo l’arresto lampo di Filippo Ronga di 44 anni, sua figlia, Maria Grazia di 23 anni, e il fidanzato, Gennaro Grandine suo coetaneo, è emerso un quarto uomo, ristretto questa mattina agli arresti domiciliari dai carabinieri di Giugliano. Si tratta di un 36enne di Sant’Antimo, accusato di ricettazione, detenzione e porto illegale di arma clandestina. L’uomo avrebbe fornito l’arma ad uno dei soggetti coinvolti, senza sapere che poi sarebbe stata utilizzata per uccidere la donna.

Fino ad ora l’unico a collaborare con le forze dell’ordine è stato Gennaro Grandine, che avrebbe fornito dichiarazioni spontanee al magistrato, ammettendo di aver dato aiuto nell’atto delittuoso perpetrato ai danni della vittima. Da quanto ricostruito, la donna si sarebbe recata presso l’abitazione di Filippo Ronga per risolvere una questione legata allo spaccio di droga, dopo di che, insieme alla figlia Maria Grazia ed al genero di quest’ultimo, si sono diretti nel luogo dove è stato ritrovato il Fiat Doblò incendiato. Nella strada adiacente l’Isola Ecologica, si sarebbe scatenata una lite tra i tre e la vittima, Filippo Ronga avrebbe così estratto la pistola beretta uccidendo la 30enne, e poi  con l’aiuto del genero e della figlia avrebbero dato fuoco al furgone con all’interno il corpo della casalinga. Da lì si sarebbero poi allontanati con l’auto del genero liberandosi di un giubbotto sporco di sangue e di due taniche di benzina.

{fcomment}.