Rifiuti tossici cavaLe nuove dichiarazioni del’ex boss pentito Nunzio Perrella aggiungono dettagli inquietanti al pericolo rifiuti tossici in Campania. L’Antimafia partenopea ha aperto un’indagine su una bomba ecologica fino ad ora insospettabile, su una lottizzazione nata da traffici tra clan camorristici e amministrazioni. Si tratta di 250 villette costruite nel comune di Giugliano, a Licola, negli anni ’80 sopra i rifiuti tossici dell’Italsider ed oggi abitate da ignare famiglie. Tra l’84 e l’86 lì, lungo via Madonna del Pantano, c’era una cava di tufo, dismessa la cava, vi si sversarono in modo illegale tonnellate di rifiuti tossici smistati abusivamente.

La buca scavata era profonda decine di metri, non venne fatta nessuna impermeabilizzazione e si ricopriva tutto con terra di riporto. Le villette distribuite su due piani da 200 metri quadrati ciascuno, sono attualmente abitate da professionisti e media borghesia, poco distante è situata una caserma dei carabinieri, ma il traffico dei camion che scaricavano illegalmente pare non sia stato notato da nessuno.

Dopo le villette di Giugliano, l’indagine continuerà in giro per l’Italia con il pentito Nunzio Perrella in cerca di altri luoghi divenuti vere e proprie bombe ecologiche, ma di cui ancora si ignora l’esistenza.

Secondo il collaboratore di giustizia, il clan Mallardo avrebbe gestito tutta la faccenda. Il collaboratore di giustizia è stato praticamente stato preso in consegna dalla Procura, viene scortato da due auto blindate per volta, dorme ogni notte in un luogo diverso.