E’ stato ascoltato oggi dal Gip di Napoli, Mohamed Kamel Eddine Khemiri il tunisino 41enne residente a San Marcellino, noto con il soprannome di Bin Laden, ritenuto dagli inquirenti presunto capo jihadista. Il 41enne è stato arrestato venerdì scorso per associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e falso documentale.
Sia Khemiri che gli altri indagati, sono stati interrogati in relazione al traffico di documenti falsi, contratti di lavoro e stipule di matrimoni fittizi, finalizzati all’ottenimento di permessi di soggiorno per stranieri. Un traffico che sarebbe servito sia agli immigrati presenti già in Italia che ai magrebini pronti a lasciare il Nord Africa per raggiungere il nostro Paese.
Al centro dell’inchiesta, che vede coinvolte anche due persone scappate in Francia, una vera e propria centrale del falso situata al piano superiore della moschea di San Marcellino. Durante l’operazione della scorsa settimana sono stati sequestrati, nell’appartamento in prossimità del luogo di culto più grande del Mezzoggiorno, vari quaderni con annotazioni in arabo e documenti digitali, che saranno tradotti a breve e che potrebbero rivelare importanti informazioni.
Khemiri è anche indagato dalla Dda di Napoli per presunta attività terroristica, per una serie di scritti che avrebbero inneggiato all’odio, dopo le stragi terroristiche compiute in Francia contro i giornalisti di Charlie Hebdo. Esultando, in alcune intercettazioni, avrebbe detto: “I giornalisti sono liberi di agire come vogliono? E noi siamo liberi di reagire come vogliamo!”
In queste ore gli inquirenti continuano ad analizzare conversazioni e post pubblicati su facebook. Tra questi sono emerse frasi inquietanti che secondo l’accusa confermerebbero l’odio viscerale verso “la gente del Libro” e la volontà di compiere attentati nel nostro Paese. Un disprezzo verso i cristiani più volte ribadito, anche attraverso la frase: “Si avvicina l’ora della sconfitta degli adoratori della Croce”.
Inoltre, il tunisino un anno fa avrebbe anche inneggiato al defunto sceicco Anwar El Awlaqui, celebre per essere il fondatore dei terroristi “lupi solitari”, ovvero cani sciolti radicalizzati sul web e capaci di colpire ovunque, anche in modo solitario.
La comunità sammarcellinese, nonostante profondamente turbata dagli ultimi avvenimenti, ha manifestato solidarietà per i tanti frequentatori della Moschea che nulla hanno a che fare con questa vicenda. Recentemente l’imam Nasser Hidouri si è detto sconvolto per quanto stesse accadendo intorno a lui, e si è dichiarato estraneo ai fatti insieme alla comunità islamica locale, prendendo immediatamente le distanze da Khemiri e dalle sue affermazioni contro i cristiani.