Khemiri Mohamed Kamel EddineLa procura di Napoli Nord, ha chiesto nuove misure per Mohammed Kamel Khemiri, il tunisino 41enne presunto capo jihadista conosciuto in zona con il nome di “Bin Laden”, e per gli altri due indagati coinvolti nel blitz dello scorso agosto, che hanno fatto ricorso al Riesame contro la misura sul traffico di documenti per agevolare l’immigrazione clandestina. 

Khemiri, con precedenti per traffico di droga, che secondo gli inquirenti progettava un attentato in Italia, è stato indagato dopo aver pubblicato un post di esultazione su Facebook, in seguito agli attentati compiuti in Francia ai danni dei giornalisti di “Charlie Ebdo”, attualmente è accusato di  traffico di documenti per immigrati clandestini. Documenti ottenuti dalla Prefettura, lecitamente, ma sulla base di falsi contratti di lavoro e di altrettanto fittizi matrimoni.
La competenza territoriale è affidata all’ufficio di Aversa, per questo la necessità di chiedere ordinanze di custodia cautelare «bis». Collegato alla questione di competenza territoriale anche l’avvio dell’iter di internazionalizzazione dell’ordinanza emessa nei confronti di un quinto indagato, anch’egli nordafricano, scappato in Francia prima del blitz del Ros contro l’associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Solo dopo che si definirà a chi spetta la competenza per la gestione dell’inchiesta, sarà possibile avviare le procedure per l’estradizione.

Il gip ha 9 giorni per decidere e mettere al sicuro l’inchiesta da un arenamento «tecnico», c’è infatti tempo fino al 14 settembre.

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