Khemiri Mohamed Kamel EddineMohamed Kamel Eddine Khemiri, il tunisino 41enne residente a San Marcellino, noto con il soprannome di Bin Laden, arrestato ad agosto poiché accusato di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e falso documentale, dovrà comparire il 14 dicembre prossimo, insieme agli altri tre imputati, davanti alla seconda sezione del tribunale di Napoli Nord di Aversa a seguito del rito abbreviato disposto dal gip Fabrizio Finamore.

I quattro sarebbero coinvolti in un traffico di documenti falsi, contratti di lavoro e stipule di matrimoni fittizi, finalizzati all’ottenimento di permessi di soggiorno per stranieri.

Il procedimento penale è nato dall’inchiesta su un gruppo di immigrati (inizialmente otto, tra tunisini, algerini e bengalesi) in odore di terrorismo, avviata inizialmente dalla Procura partenopea e che ha visto coinvolte anche le Procure di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord. Khemiri infatti, è anche indagato per presunta attività terroristica a causa di una serie di scritti che avrebbero inneggiato all’odio e alla violenza, pubblicati su Facebook in seguito alle stragi terroristiche contro i giornalisti francesi del periodico satirico “Charlie Hebdo”.

Il tunisino, davanti ai magistrati sammaritani, avrebbe ammesso la sua adesione allo Stato islamico respingendo però quella di reclutatore di kamikaze.

Adesso si resta in attesa che le Procura di Napoli e quella di Napoli Nord, per competenza territoriale, formulino la richiesta di rinvio a giudizio. 

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