La villa di Walter Schiavone, fratello del capoclan Francesco Schiavone detto «Sandokan», tempio del lusso e dello sfarzo, è stata trasformata in un centro sportivo riabilitativo per diversamente abili. Il simbolo della camorra, voluta dal boss come quella di Tony Montana, interpretato da Al Pacino, nel film «Scarface», diventa così un nuovo esempio di riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
La struttura situata in via Tasso a Casal di Principe, poco distante dal centro del paese, verrà inaugurata lunedì con una festa a cui prenderanno parte diversi magistrati. Tra gli ospiti attesi anche il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, ed il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.
La villa, di 850 metri quadrati disposti su tre livelli, con piscina esterna e un giardino che si estende per oltre duemila metri quadrati, era stata confiscata nell’ottobre del 1998, ma solo alcuni mesi dopo venne completamente incendiata.
Con due milioni di euro di fondi regionali, di cui 300 mila euro gestiti dalla società consortile Agrorinasce che ne ha curato il recupero, e i restanti 1,68 milioni di euro (fondi Fas), con un accordo di programma che ha visto coinvolti anche la Seconda Università di Napoli, in qualità di stazione appaltante, la Facoltà di Architettura di Aversa – Dipartimento di Cultura del Progetto, in qualità di progettista e direttore dei lavori, e l’Asl, in qualità di gestori del progetto, si è provveduto alla trasformazione del bene sottratto alla camorra.
La destinazione per fini sociali risale al 2003, mentre l’8 giugno del 2008 fu sancito il riutilizzo con un protocollo d’intesa firmato anche dall’allora presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Completato il primo lotto con la demolizione delle barriere architettoniche, con il direttore dei lavori Grazia Gazzillo e il responsabile del cantiere Sergio Alfiero, si è atteso l’ultimazione per poi procedere adesso all’inaugurazione.