Il pm della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio, durante la sua requisitoria di questa mattina, ha chiesto l’ergastolo per il boss del clan dei casalesi Enrico Martinelli. I reati contestati sono omicidio, detenzione e porto illegale di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.
Il boss di San Cipriano d’Aversa, è accusato di essere il mandante dell’omicidio di Antonio Bamundo, imprenditore giuglianese assassinato a San Marcellino nel 2000. L’uccisione sarebbe stata decisa da Martinelli e da Michele Zagaria, reggenti della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il super boss, che all’epoca dei fatti era latitante, era in contrasto con Vincenzo Zagaria ed il suo gruppo, del quale faceva parte secondo la Dda anche la vittima, ritenuta “prestanome e mente finanziaria di Vincenzo Zagaria”.
Bamundo fu ammazzato sotto gli occhi atterriti del nipotino di 8 anni in un distributore di benzina tra San Marcellino e Casapesenna. Il gruppo di fuoco faceva capo a Bruno Lanza, 47 anni, attualmente pentito, ed altre persone non ancora identificate.
Le indagini partirono nel 2015, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti, tra cui Antonio Iovine detto “O’ Ninno”. Secondo gli investigatori Michele Zagaria per giustificare l’omicidio agli altri esponenti del sodalizio criminale, avrebbe affermato in più occasione che la morte dell’uomo si era resa necessaria per i rapporti che la vittima avrebbe avuto con la Direzione Investigativa Antimafia. Propria agli uomini della Dia avrebbe fornito indicazioni utili alla cattura del boss latitante.