Questa mattina, la Dia di Napoli ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni per un valore di oltre 20 milioni nei confronti dei fratelli Potenza (Bruno, Salvatore e Assunta), imprenditori ritenuti vicini al clan Lo Russo. Nell’ambito dell’operazione di stamane, i sigilli sono stati apposti anche ad un noto bar di Giugliano, il Noah di Lago Patria.
I fratelli Potenza sono figli di Mario, alias “o chiacchierone”, ex contrabbandiere ed usuraio, arrestato sei anni fa e morto durante il processo. Nella sua abitazione del pallonetto di Santa Lucia proprio la Dia trovò e sequestrò 8 milioni di euro in contanti murati in una parete.
La misura è scaturita da una precedente operazione dei militari dell’arma condotta su operazioni finanziarie sospette a carico dei soggetti coinvolti, che hanno portato all’adozione di tre distinti decreti di sequestro.
Dalle indagini è emerso come i Potenza avrebbero impiegato in imprese economiche ed immobiliari il denaro proveniente da attività illecite, tra cui usura, estorsioni, riciclaggio e associazione per delinquere, reati per i quali gli stessi hanno subito diverse condanne, portate avanti anche dopo la morte del capofamiglia Mario. Queste attività avrebbero consentito loro di accumulare, negli anni, un ingente patrimonio, re-investito in numerosi immobili e locali commerciali situati principalmente nel giuglianese, ma anche a Milano.
Il sequestro di oggi ha interessato in particolare: 6 società, 3 partecipazioni societarie (tra cui il noto ristorante “Donna Sophia dal 1931” in centro a Milano e la sala ricevimenti già nota come “Villa delle Ninfe” a Pozzuoli), autoveicoli, 66 depositi bancari nazionali ed esteri (per i quali è stata, peraltro, formulata specifica richiesta di assistenza alla Procura Federale Elvetica) e 5 polizze, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.