Matrimonio Alessia Cinquegrana Ciro GuarenteProseguono le indagini sull’omicidio di Vincenzo Ruggiero, il 25enne attivista per i diritti gay di Parete, ammazzato e fatto a pezzi ad Aversa lo scorso 7 luglio, e poi murato in un garage di Ponticelli. L’autopsia è stata affidata allo stesso medico legale che si occupò di esaminare il corpo di Yara Gambirasio.

Accusato del delitto, e reo confesso, è il 35enne Ciro Guarente, ex militare della marina in servizio a Roma e residente a Giugliano, fidanzato della trans di origini polacche, Heven Grimaldi, coinquilina di Vincenzo Ruggiero. Guarente avrebbe massacrato la vittima, perché geloso del rapporto che il 25enne aveva instaurato con la sua compagna.

In questi giorni Maria Esposito, la mamma del povero Vincenzo è stata sottoposta al test del dna perché avvenga un riconoscimento ufficiale dei resti. La donna ha anche deciso di rompere il silenzio dichiarando: «Come si fa ad essere così crudeli, ma che male gli ha fatto? Lui non meritava questa fine. Io non ci credo, rifiuto di crederci. Non può essere, neanche le bestie. È cattiveria allo stato puro, questa è solo cattiveria. Lo sogno di notte, adesso non resta che sognarlo di notte». Attorno alla famiglia si sono stretti gli amici di Vincenzo, tra cui anche Alessia Cinquegrana, la prima trans convolata a nozze in Italia. Proprio la bella transessuale, ancora sconvolta per quanto accaduto e per l’atteggiamento freddo e distaccato dell’omicida, che lei considerava un amico, ha dichiarato: «L’assassino ha partecipato al mio matrimonio. Era il 13 luglio, io e mio marito Michele eravamo emozionatissimi. Ciro si è comportato normalmente, era sorridente, cantava, ballava. E già aveva massacrato Vincenzo».

Infatti, al matrimonio di Alessia Cinquegrana e Michele Picone, festeggiato il 13 luglio alla Sonrisa, c’erano tra gli invitati anche Ciro e Heven, che nonostante il presunto periodo di crisi, avevano deciso di andare insieme alla cerimonia, lasciandosi immortale anche nelle foto di rito. «Se avessi anche lontanamente sospettato che Ciro era un assassino – continua Alessia – non gli avrei certo permesso di partecipare alla giornata in cui ho coronato il sogno della mia vita. Io l’abito bianco lo aspettavo da bambina. Ciro è sempre stato un ragazzo socievole e allegro». Una doppia vita che il militare giuglianese, nascondere bene, visto che, dalle ricerche recenti, è emerso anche che si prostituiva in rete su siti di incontri gay. La stessa attività pare fosse svolta anche dalla sua compagna Heven.

La neo signora Picone ha anche raccontato che Ciro Guarente era chiamato da tutti “Ciro Ciro”, perché piccolo e basso, e proprio la statura dell’assassino è uno degli elementi per i quali gli inquirenti ritengono che il 35enne non abbia sezionato e trasportato da solo il cadavere di Vincenzo Ruggero. Sarebbe troppo minuto per aver gestito da solo l’occultamento del cadavere.

Le indagini proseguono nella cerchia familiare e tra gli amici di Guarente. Riascoltata dagli inquirenti anche Heven Grimaldi, per un sms sospetto e per delle dichiarazioni che non convincono gli investigatori.

Secondo fonti investigative, inoltre, Ciro Guarente avrebbe anche cercato in rete informazioni su come far sparire un cadavere.

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