Emergono ulteriori dettagli sul movente dell’efferato omicidio di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete ucciso dall’ex militare Ciro Guarente in via Boccaccio ad Aversa. Il trans Mikolaj Krwczyk, che attualmente risponde al nome di Heven Grimaldi, ha risposto alle domande dei carabinieri della città normanna, descrivendo dettagliatamente le ore precedenti e successive alla morte del giovane attivista gay.
Ecco il racconto rilasciato ai carabinieri dalla transessuale polacca:
“Il sei luglio ci lasciammo. Ciro lamentava il fatto che io e Vincenzo dormissimo nella stessa stanza da letto ogni notte. Così, il giorno prima della scomparsa di Vincenzo si concluse la mia storia sentimentale durata 7 anni con Ciro proprio perché in casa mia c’era un altro uomo, Vincenzo Ruggiero. Quando però qualche giorno dopo, nel sistemare i miei abiti nel cassettone, vidi sotto il letto della camera una scatola di proprietà di Vincenzo, in cui custodiva i suoi ricordi più cari gelosamente, con tutta la collezione dei cd di Laura Pausini, molto importante per lui, iniziai a dubitare di un allontanamento volontario e a sospettare di Ciro. Mancava una valigia gialla American Tourister e un’altra valigia di Vincenzo».
Guarente quel giorno, in realtà, aveva già portato nel garage di Ponticelli il cadavere di Vincenzo per poi farlo a pezzi, cospargerlo di acido e cementificarlo in un tombino.
L’assassino di Vincenzo, grazie ad un cavillo giuridico, potrebbe ora appellarsi all’infermità mentale, evitando una condanna pesante. Infatti, in un verbale della commissione ospedaliera della Marina Militare viene certificato il suo spostamento dal settore militare a quello civile, poiché come si legge: «Il paziente Guarente risulta affetto da stress ansioso depressivo tale da individuare un disadattamento alla Forza Armata».
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